martedì 29 luglio 2008

per una donna grande ci vuole un grande pennello rosso





incedible but true

http://www.google.it/search?sourceid=navclient&aq=t&hl=it&ie=UTF-8&rls=HPEB,HPEB:2006-41,HPEB:it&q=arianna+milesi<<<<<<

http://www.blogged.com/blogs/tinulla-e-la-tenda-albanese.html<<<<<<


Fortunatamente poi uno smette di portarsi dietro cocci fastidiosi che tagliano anche da dentro la borsa, pungono, s'incuneano, che poi te ne dimentichi e ti ci fai fregare.
Te sfoghi...
e tutto succede senza di te:apparentemente.

E' come l'oppposto del fatto di sistemare montagne che parevano insuperabili, e poi invece te le trovi lì, sbriciolate ai piedi.
Dopo una notte indimenticabile o anche no,
e attribuisci al buontempo l'80 per cento della schiarita mentale.
Probabilmente ero in letargo mentre la parte combattiva di me andava avanti e ha sedato a padellate di penthotal l'altra che docile e depressa si è fatta fare.
Si è fatta scopare a tradimento, ma dal membro giusto
e nel punto giusto: quando si dice dormire con un occhio aperto.

E adès sem chi.
Troppe cose in testa e il rintontimento da sbronza e da lavoro, a posticipare le ferie e a iniziare a controllare i germogli, piano, come il respiro dei neonati nella nursery,
anche perchè sono lì, sdoppiata:
controllata e sorvegliante,
per una volta faccio l'amica,
per una volta a cavallo del cinismo,
che non disarciona,
anzi.
Vedo dal basso
e poi dall'alto.
Recupero me stessa neonata in guanti di lattice,
mi guardo senza pretesa di educarmi.

Nessuno parla ma ci prendiamo cura l'una dell'altra,
inconciliabili ma daccordo.

Giriamo per casa a cavallo di coccodrilli,
e nessuna è mai sola.
Siamo rassegnate all'idea che non siamo una sola.
Che però possiamo raggiungere un accordo.
Senza fatica, senza parole.
Necessario come la crema sul cappuccino,
come jerry calà in 3a serata su rete4,
cioè,
non ti ci puoi opporre,
e neppure farti trovare impreparato.
Cià, vado a scrivere, a dam dè fa',
che la bimba ha fame.

(ps:incredile but true:
a parte che sono su EXIBART;
su altre cose varie..
ma sappiate che state leggendo un blog selezionato:
avete scelto i jeans di h&m che fanno proprio un bel culo:)

special thanx to
leo
roby
baby
gigi...

cazzo, sembra che ho inciso un disco

venerdì 18 luglio 2008

De visibilitate





Leggete e godetene tutti
Per riavermi stanott emi son guardata Raiot della Guzzanti.

Ibrividi.


Special thanx to
Adri
Camillo@biblioteque

tinulla: una creatura come le altre



http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendID=193693595


Partecipo anch'io. In qualità di espositrice...
Vedrete.
No, il fatto è che mi sono data alle grandi superfici e non possiedo nulla che possa testimoniare ciò informaticamente parlando, ma neppure una macchina fotografica..
Ergo vedrete parte ennesima.
Accorrete numerosi!!!
Inaugurazione ore 18.30.
Lodi.


Special thanx to maine genious GIGI

mercoledì 16 luglio 2008

FREIHEITparole opere e omissioni immaginifiche UN censored

La mia roba la vedrete là:)


Della censura nella storia dell'arte con particolare interesse alla modernit‡ e al contemporaneo. 16 mercoledì Luglio 2008

FREIHEIT

Libertà d'Exposizione

Dal 16 Luglio al 11 Settembre 2008
Famiglia Margini via Sciesa 9 Milano

A cura di: Grace Zanotto e Paola Fiorido

Nell'ottica di quanto sancito dallo Statuto Internazionale in merito alla tutela dei diritti umani e alla difesa della libertà d'espressione: Galleria FAMIGLIA MARGINI ad una Visionari per l'ultima esposizione nel microspazio di via Sciesa.

Una rosa di 50 artisti Italiani che hanno oltrepassato le convenzioni del "senso etico comune" per aprire nuove frontiere sulla concezione e comunicazione dell'opera d'arte.
Una Mostra Fortemente volute per riassumere il percorso che Grace Zanotto e Paola Fiorido hanno sostenuto in questi 3 anni di attività indipente e no profit, per dare voce proprio a chi era sempre stato relegato ai Margini del Sistema ARTE.
Nel momento storico attuale, paragonato da molti al nuovo Medio Evo esistono delle realtà capaci di comunicare con diritto al di la della massificazione con le armi della figurazione.
Famiglia Margini incurante delle denunce, scomuniche e censure di ogni tipo che gl'artisti convocati offrono,
accoglie e ne propone una selezione spietata e impudente. Sesso, Religione e Politica senza mezzi termini, simbologie e citazioni da ogni universo vengono reinterpretate con energieAnarchiche alla ricerca di un nuovo Rinascimento.

Artisti convocati: Fabrizio Garghetti, Paolo Cassarà, Angelo Cruciani, Pus, Florindo Rilli, Max Papeschi, Sergio Racanati, Eveline, Gatto 555, Maya Giannocaro, Ketra, Federica Moretti, Luca Dalmazio, Fabio Ballario, (b)ananartista, ABBA e Patrizio Basile, Tomoko Nagao, Chicco Camontelli e Tano Mallia, Andrea Gambugiati, Federico Molendini, Luigi Copello, Andrea Simoncini, Isotta Dardilli, Giuliano Cardella, Arianna Milesi, Alfonso Gasperini, Gianluigi Antonelli, Francesco Martin, Valentina Campagni, Elena Terrin, David Riganelli, Alessandro Acerra ...

Vernissage: Mercoledì 16 luglio 2008
Cocktail at 21:00-24:00

Vocal Performance: "CENSURA E' ENDURA" di Xena Zupanic

Contatti : Galleria Famiglia Margini
via Sciesa 9 (Angolo via Bezzecca 2) 20135 Milano.
www.famigliamargini.com
Contatti stampa : 3333848284 - 3287141308
famigliamargini@gmail.com
Visite su appuntamento : Federico Molendini 3334812074







image courtesy of Christian Zanotto XXXRed Stamp Art Gallery NL






Per saperne di più
Montesquieu nello Spirito delle leggi afferma che la libertà filosofica, e quindi la libertà d’espressione, consiste nel diritto di manifestare la propria vo¬lontà. Il meccanismo che si chiama censura Ë pre¬cedente al cristianesimo ed esiste già presso giudei e pagani. Ora Ë soppressa ma occorre spiegar¬glielo agli zingari sgombrati dai campi nomadi. Si oc¬cupa di scienza, reli¬gione, morale (pornografia, sesso e violenza), cinema e video, te¬atro, radio televisione e in¬ternet, letteratura, filosofia, di tutti quei settori in definitiva che hanno la possibilità di condizionare l’opinione pubblica. Nell’arte s’interessa principalmente delle manifestazioni perfor¬mative (mu¬sica, danza, video, fotografia) e caricatura o cartoni animati. Ci sono stati po¬chi episodi nella storia che hanno riguardato pittura e scultura. L’impressione a giudicare i dipinti e le statue antiche e moderne oscene e quindi nascoste dietro appositi veli, i casi di Courbet, Dada, Fidia, Ma¬net, Miche¬langelo, Picasso, Rivera, Sutherland, Ë che la censura come già la Santa In¬quisi¬zione avevano altro da fare che perseguitare gli artisti ma principal¬mente streghe ed eretici. Anche i casi più sostanziosi come l’iconoclastia bizan¬tina e l’arte degenerata nazista confermano che l’arte viene coin¬volta per¬chè in quei casi tocca valori giudicati scottanti. Il caso dell’autocensura più che altro Ë psicolo¬gico: non si vuole disturbare il manovratore copren¬dosi di una parvenza di “libertà” in cui la forza propulsiva (di determinati con¬tenuti) Ë svanita.

Paolo Thea


L'opera rifiutata, singhiozzando, si rivolse ad un passante:
"Censurami perché non sono poetica quando parlo di sesso! Censurami perché vesto i tuoi dèi di ombre!
Mi hanno nascosta per non arrecarti disturbo: dicono che sono inopportuna, sconveniente.
Devi essere molto importante se fanno questo per te, ma non è giusto...no..."

Dopo qualche istante di riflessione, continuò eccitata:
"Ah! Lo sai che questa è solo una situazione momentana? Aspetta qualche tempo e sarai tu ad essere censurato! Io, invece, sarò supportata dalla maggioranza e mi esporranno nelle gallerie più prestigiose. Sarò venduta per così tanto denaro che neppure in tutta una vita di lavoro riusciresti a vedere; mi specchierò negli occhi di personalità importanti e verrò imitata da artisti del mondo intero!"

Il passante, un po' innervosito, le rispose:
" Opera ingrata! Se non fosse per quelli come me, che censurandoti ti immolano come una martire portavoce di pensieri linciati,
nessuno si ricorderebbe in futuro di riconoscerti pioniera!"

L'opera :
"..."

Annamaria Lakme P.


Lo stato d'animo della libera espresione.

Parafrasando Giorgio Gaber con il suo formidabile "teatro canzone":
"La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione."
La partecipazione che gli artisti che hanno ronzato intorno a Famiglia Margini negli anni 2007-08 hanno dimostrato, creando un blog reale, fatto d'arte e tridimensione contro la censura, anche perchè non si censura solo un'opera letteraria o artistica ma la cosa peggiore e' che si censurano anche le idee.
La censura infatti é il controllo della COMUNICAZIONE e delle forme di ESPRESSIONE da parte di una autorità.
Tale controllo é applicato all'ambito della comunicazione pubblica, per esempio quella per mezzo della stampa (tormentone ricorrente) o dell' ARTE (tormentone permanente), ma si può anche riferire al controllo dell'espressione dei singoli (tormentone).
Si possono citare i seguenti tipi di censura.
1.1 Censura militare
1.2 Censura politica
1.3 Censura religiosa
1.4 Censura nelle carceri
1.5 Censura morale ed estetica
1.6 Autocensura
1.6.1 Quasi-censura
2 Censura cinematografica
2.1 Censura dei cartoni animati
3 Censura nei videogiochi
4 Censura dei fumetti
E TU, DI che censura sei??
La censura come strumentalizzazione, a scopi pubblicitari, di tragedie del nostro tempo é quella che preferisco....
mi sembra infatti che, se anche in alcuni casi l’effetto disturbante può apparire fine a se stesso, in altri la forza dell’idea sia tale da asservire il medium pubblicitario alla denuncia di una tematica che cosi' diviene argomento notiziabile e guerrilloso.
Ovvero usa la censura per i tuoi scopi ma non farti sottomettere. Propongo di far diventare la censura un mezzo di espressione, sradicandone cosi' il significato di mezzo di repressione.
Le parole e i fenomeni sociali assumono il significato che noi gli attribuiamo. Possiamo cosi annullare e governare a nostro favore la censura cattiva, trasformandola in qualcosa di buono!

Christian Gancitano

sabato 12 luglio 2008

Nuvole a cosce in testa


grazie per la foto che non è mia


Il mio vero problema è che non mi sembra mai nulla abbastanza.
Poi mi guardo i piedi e invece capisco che un saggio limite spesso manca, perfino in natura.
Una considerazione bambinesca fatta toccandomi la vestaglietta anni 70 che, tra l’altro, credo sia pure più corta delle mie pinne.

-Dopo tre righe ho già perso il conto delle connessioni logiche che avevo in testa: vergogna…
Hih-

Dicevo,
nulla
mai
abbastanza.
Quel cazzo di modo di fare con sé stessi che ti fa restare in trincea anche quando non ce n’è bisogno, anche se sarebbe meglio dormire anziché rompersi i coglioni e veleggiare verso i malsani lidi della frustrazione futura, degna successione di una fustigazione presente.

Tipo adesso,
che avrei sonno,
ma fa così caldo che mi sembra di sudare freddo, che sono rimasta appiccicata al divano di Adri,
con un pomodoro sullo stomaco che è solo la punta dell’iceberg di tutto quello che vorrei concludere.
Che son qua in automator

Poivedi…
L’incoerenza, e neppure quella che rende più appetibili o curiosi…
Spesso deliberatamente ignoro che bisognerebbe urlare, per non essere comunque ascoltati
e comunque non demordere.
Prendersi gli spazi e avere costanza…impietosa e indefessa

FFFFffffffffffff…(dissolvenza)
Dice il saggio (il più recente di una breve ma preziosa serie):
Ari macheccchai?

Blablabla
E poi
Bla
Ma soprattutto
Balbla
Blablabla…

Il saggio mi placca e fortunatamente riprende le redini della situazione:
Ari, tieni duro, che fai già tanto e prima o poi ci passeremo tutti.
Aka
Famme finì a ggiornata ‘nzantapace, nun rompercazzo dabbrava sù chettevojobbene o stesso..

Non so, è vero.
A me è parsa una cazzata lìperlì,
che poi non è,
ma il tono ha sortito l’effetto del ghiacciolo al tamarindo nei pomeriggi in agosto,
sotto la tettoia di mia nonna.
Lo stesso che un sacco di donne proverebbero nell’apprendere che sua maestà the body
Ha la cellulite.
(troie crepate, io quando la vedo vorrei leccare altrochè!)

E adesso,
dato che il cielo mi aiuta con l’imbrunire,
(un modo elegante per non dire che mi sta mettendo un sacchetto del pam in testa),
mi faccio la ceretta staccando il pc dalle cosce,
e mi addormento pensando che sto così solo perché non voglio solo trovare casa
ma cerco un castello,
vista mare, su due piani con attico soppalcato,
muri fonici,
pietre a vista,
centro isola che c’è,
a rate tassozero,
e molto caldo…
da carne fresca…
e soprattutto con mente avida…

ronf…

Advertising: le merde galleggiano benissimo nell'acqua che le sostiene





1
“Sbronzarsi e poi non toccare più niente per un secolo, uno e mezzo,
un nanosecondo,
che poi si estende,
si espande.
Sono solo due giorni che non ti sento,
che la mia vita liquida scorre tra i ciottoli sul fondo del fiume.
Che sembri un bel francobollo su una conversazione nata silenziosa sull’erba.
2
Poi passa un’ altro giorno.
Senza mani che mi bracchino.
Solo involontari, umidi e viscidi contatti forzati e impensati.
Per strada,
sui mezzi…
3
Ah…
Casa,
cane,
inquilini.
Letto.
-Apro la mail-
Scrivi che ti manco,
ci credo.
Aggiungi che mi vuoi bene.
Non a questo.
Non penso sia possibile.
Non me lo potrei permettere.
Ho troppe cianfrusaglie
Incastrate tra le maglie della testa,
da dipanare…
4
Acqua,
una cascata gelida sul viso.
Calze che si sfilano,
scendono…
Doccia…

Gocce crude,
sulla schiena che s’inarca e le pare farlo inutilmente.
Come se la mia aura avesse impressa a fuoco il tuo tocco,
che volutamente ignoro.
Ma fingo di non percepire il tuo ricordo pulsante.
Autosufficiente, Aautonoma,
l’ emancipazione…

Nono,
fuori luogo,
fuori tempo.
5
Giaccio sul legno del pavimento.

Ti aspetto in realtà,
anche se mi violento per non pensarci.
Tiro giù le serrande degli occhi e la notte mi avvolge nel suo bozzolo.
Con la città che passa la serata complice
E solo superficialmente superiore rispetto a quello che avviene nei vicoli.
6
A singhiozzi impellenti
mi bussa la luce facendo pipì sulla mia faccia cisposa.
Le do corda.
Esco dal portone sculettando in modo strano,
troppo più del solito…
Attraverso il piazzale,
vado verso il tram,
ma spero inspiegabilmente di incontrare te.
Testa fusa...

Mi asciugo la fronte,
raccolgo la gonna,
maledico il caldo e l’arsura perenne sulle labbra
e mi siedo.
Accavallo le gambe,
appoggio la testa al finestrino…

Molto da fare in questi giorni…
Come oggi.
Ritiri,
colloqui,
posta,
saluti…

7
Risalgo nella balena arancione.

Apro gli occhi e sono già a pochi metri da casa,
mi scollo dal sedile,
scendo di corsa,
inciampo per strada e il bus suona il clacson.
Mi sanguina una coscia.
Mi alzo e proseguo verso il portone.
Mentre il sangue va verso il basso…
Scende…
Sotto il ginocchio,
scorre verso la caviglia.
Imbeve tutta la calza
Per fermarsi in un acquitrino invisibile
sotto alla pianta del piede.

8
Tolgo le chiavi,
spingo la porta,
salgo le scale e mi tocco la gamba…
indaffarata nel capire come connettere ancora a sufficienza per arrivare al mio appartamento
driiiin
Pronto?
9
Ciao. Come stai?
I muscoli della gamba si flettono,
le labbra si schiudono in un’ espressione di sorpresa..
Mi cade una spallina…
Cavolo non sei il francobollo pavido che credevo mi restasse di te.
persistente sulla retina della mia memoria,
nel mio interno, non almeno come ci sei entrato
anche se solo fugacemente…

Tutto bene-
ti rispondo-
tutto a posto, ignara del fatto di aver bellamente superato in materia di pessima recitazione perfino Asia Argento.

10
Sul pianerottolo ti parlo automatica di come potessi ricordare il tuo corpo,
il tuo peso,
ma non la tua voce.

Un manto di carne avvolgente, come l’aroma mattutino di moka,
lo sto per assaporare per poi
bermi lentamente,
lambita dalla calura
impietosa del luglio meneghino…
11
E mentre chiudo il gas tra le mura semivuote,
la seta della sottoveste è imbevuta di me
E della tua voce appena sentita.
Non pensavo che
La tua stretta mancata e così definitiva potesse mancare tanto…
Domani ti chiamo
Mi hai detto.
Inspiegabilmente ci spero.

12
Vorrei sondare le tue interiora,
la tua cervice maschile,
e capire come mai scappi.
Ma fuggi soltanto dai letti asciutti”
….

giovedì 3 luglio 2008

all'asilo senza freni



Il mondo prima_tre allegri ragazzi morti, ost


Violenza fauve,
a volte ci vuole.
Occhei che non è nulla di mai visto...ma non per me, che non sono abituata a seguire certe tracce, concettuale come sono.

A volte capita di sedersi sulla sponde del solito fiume a pescare e guardarsi i piedi sotto il pelo dell'acqua per vedere se la piega sotto la caviglia è una ruga nuova o no.
Ad aspettarsi che arrivi la solita carpa che vezzosa e un po' snob nella sua corpulenza
fluttua serena immersa nella sospensione acquatica.
Banale...
non per me.
Alzarsi e lavarsi,
godersi la pelle che si asciuga e che torna liscia,
vellutata,
profumata.
Tutto al solito.
E invece no.
Perchè non avevo più il sapore delle cose,
le papille gustative erano in cassa integrazione.
E sono tornate con un paio d'anni di ritardo sulla tabella di marcia,
ma le mie gambe e lunghe e bianche saranno clementi con loro,
a cui non chiederò la pagella, nè il nome dei loro compagni di classe, nè se hanno fatto le brave o hanno cambiato sesso.
E le mie gambe si faranno percorrere,
così le piccole montagnette rosa rifaranno amicizia con la la loro vecchia casa.
Io.
Poi torneranno al loro posto,
oppure istituiranno centinaia di migliaia di bocche in giro per il mio corpo
così potrò avere un sacco più di sensazioni.
E leccare il sale dai semi di zucca con le ginocchia o con lka schiena.
Colonie di lingue,
un mostroi gustativo, ma invisibile:
orgasmi multipli se metto un gomito nella nutella?


E adesso torno a fare i conti con i sensi,
a colorare come tutti,
disciplinando occhi e mani,
per far fare anche a loro amicizia con i colori.
senza tacchi,
con cose semplici fuori
e radicate nel dentro.