sabato 31 gennaio 2009

litri di caffè




Con la speranza di svegliarmi meglio.
Il chicco me lo tosto da me domani,
che è meglio.
Non è che rivendico l'indipendenza,
l'emancipazione,
è proprio
che mi faccio avviluppare
nei lembi acquiferi di colore...
Dormo male ultimamente.
E la ragione è una sola:
"l'uomo più che di tempo,
ha bisogno di spazio"
o qualcosa del genere.
H. Miller
quel porco.
M. cit.
Il concetto comunque è mio,
che mi serve, come la poesia a Troisi ne
Il Postino.


giovedì 29 gennaio 2009

con le braghe calate...






Beccato in flagrante in posizione cacofonica...
cambi di colore...

giovedì 22 gennaio 2009

Lo spirito delle scale











Atteggiarsi a casa gialla
con i muri interni tappezzati di muffa
nemmeno verde
sentirsi il retro di un muro al sole,
e girare la terra pedalando sull' equatore al contrario,
nel caso in cui la suddetta stella scaldi anche noi.

Rimboccami le orecchie,
all'interno.
Fodera gli spazi rimasti col sole
di lenzuola blu, per favore.

Con il cielo, color cielo
su palazzi grigi e squadrati,
di grigio palazzo squadrato,
coi fili e le mutande sopra,
compagni di mollette di pigiami stretti alle caviglie,

verde smeraldo sbiadito.

Accostare i lembi di palpebre
per non vedere.

Monta i fotogrammi che disegno a caso nella testa amore mio,
e fanne una sequenza con il tram in giallognolo e nero
che mi Raccoglie davanti al politecnico.

Avere le borse della spesa,
piene di cocci.
Non pesano,
solo le braccia da molti kili l'una,
senza forza, sono indolenzite.

Ostinarsi a dire che non ci si aspetta niente,
invece immaginare i tacchi ex lucidi
correre verso la stazione che scappa
tra poche ore secolari...

Dimmi cosa fare, consigliami gli investimenti giusti,
mentre sto spalmando i miei pensieri mormoranti sulla federa a corde,
mentre i miei jeans di 0tt0 anni fa grattano le mie nocche
sincronizzate con i miei piedi di gomma a stringhe
che prendono a calci la mia paura degli aghi
svogliati e pieni di smog.

Dimenticarsi cos'è il sangue per lo zingarelli
e sentire il sapore salmastro in bocca
del dopo un pugno.

Ricordare le stupidaggini fatte da piccoli,
impiccarsi per finta
sadicamente col cordone ombelicale
e sapere che poco altro sarà sempre rischioso così.

E premurarsi di estirpare le ciglia,
per non avere guide per le lacrime.

Dammi la buonanotte,
con uno dei tuoi odori,
l'unica cosa che mi resterà,
quando mi sarò fatta lavare dalle lenzuola,
e non seguirò nessuna delle tue intelligenti raccomandazioni,
rivendicando la libertà della solitudine comune

Sotto la luce a coriandoli,
che sbrodola morbida dalla tapparella sulla musica
la sera senza ore,
che si rotola sui muri di moquette.




"ogni tanto ti scende la maschera, quando non ti guarda nessuno" (coinquilino's cit.)

giovedì 15 gennaio 2009

Il vento - blu - del 15 gennaio


Può far bene parlare del vento del 15 gennaio,
del suo alzarsi così
all’improvviso,
del suo esser solitario,
compie il miracolo, sublima il marciapiede,
oggi mi prendo una pausa e la dedico a te,
mi hai quasi fatto cadere,
ma ora posso capire,
che ti posso ascoltare,
escludere il resto.
Può fare bene parlare del vento del 15 gennaio,
può fare bene parlare del vento del 15 gennaio.
Il tuo soffio silente
dal ventre di cemento si sente,
quel tanto che basta a
allenare il pensiero, f
antasticare su come fai arrabbiare i raggi di sole,
chi abita gli alberi, o semplicemente chi
non si aspetta piu niente, quantomeno un brivido in più.


Amari- il vento del 15 gennaio

e adesso al lavoro, ancora per poco



prove di Aperitif

mercoledì 7 gennaio 2009

...sgratt sgratt

Preghiere vecchie.
L'ho trovato in una cartella.
L'ho fatto 2 anni fa
ma a volte le cose vecchie sono ancora attuali,
come certe frasi sepolte nella polvere piena di acari mangiamemoria

piccola, in ginocchio, vicino al letto a pregare
di non perdere di vista gli obiettivi
nè la strada.
A pregare me stessa ovviamente,
che alla Provvidenza non ho mai molto creduto,
mi è sempre sembrata un'entità che,
ammessa la sua esistenza,
vive in una costante sindrome premestruale
dedita all'ascolto di noise incazzato
con le cuffie
sotto una doccia di fuoco greco.
Poi mica faccio Manzoni di cognome,
cazzo.
Sono solo un po' confusa e malinconica,
ricazzo.



Perche' i mostri sono soli
E si abbracciano al terrore
Che non fa non fa pensare
Vuoi tutto quel che c'e'
Ricco esser re
E il re disprezza e stringe a se'
Quel che puo' perdere

Orchi e streghe sono soli
E non riescono a dormire

Fa paura puoi sognare
Che non hai vissuto mai

Orchi e streghe sono soli
Non verranno a disturbare

Orchi e streghe sono soli
E io invece ora ho te

Dormi hai voglia di sognare
Bimba fallo anche per me


Orchi e streghe a volte hanno ancora paura del buio

martedì 6 gennaio 2009

DODOfroci

Fino all'ultimo sguardo,
fino all'ultimo istante,
all'ultimo giorno ti avròòòòòòòòò....


pER GIORGIO.
E per il Ferri.
E il progetto capilettera.


E se va bene a me, buon rosa tamarro a tutti.

domenica 4 gennaio 2009

ho perso le lenti, vecchie

ho perso le lenti, le ho lasciate sul lavandino
di una bella casa a Torino.
resti e retaggi del passato.
Poi si fa la muta e si è più leggeri.
Le linee si sfaldano e manca poco.

Sono quella col cappello che aspetta il treno.