giovedì 30 aprile 2009

I pettini tornano a galla grazie ai nodi









Mi sono illusa,
e non ci sono parole per dire quanto,
che la felicità mi riguardasse nella sua forma plurale;
che le parole mi distruggessero;
che nella quiete risiedesse il balsamo per l'interno,
sulla seduta dell'amaca anticamera
di una qualsivoglia serenità.
E invece è il silenzio a scorticare,
le mani inermi,
non le sberle sonore.
E mi torna la voglia di fumare,
di uscire con la scusa del tabacco,
o per comprare il liquido per le piante,
col suo odore acre,
superfluo e doppiamente fastidioso.

Ho voglia di mettere parentesi al tuo viso,
e una rete sul mio cuore.
Come si fa su una pietra,
perchè non cada in pezzi,
perchè i frammenti non diventino massi,
grazie alla ferocia insita nella velocità della loro caduta,
verso gli abissi
della sterilità
e dell'assenza di movimento
conseguenza del tonfo finale.

Nel mio sgabuzzino,
hai lasciato cadere polvere d'amianto,
sui petali di metallo
malleabile
scatola toracica della mia vista.

E ti ho lasciato fare tutto,
ansiosa di tenermi stretti anche i lembi di alghe che temo
e di cui sono fatte le tue braccia.

Ho scelto il mio cappio,
ma non tutti i boia alla tavola rotonda sono daccordo.

Mi infilo le scarpe sulle mani.
e cammino a testa in giù,
senza cercare nuove prospettive.



venerdì 17 aprile 2009

sabato 11 aprile 2009

Ridi, ridi...




Ho i capelli all'aria.
Sto covando le uova per domani.
E capisco che sono troppo pesanti!
L'alabastro non va confuso col finto travertino
nè soprattutto mangiato a Pasqua.
Da piccola il prete recitava di come fosse importante che la Pasqua venisse trascorsa meglio
del Natale.
Si vede che la rinascita è più importante della nascita.
Condivido.
Intanto tutti ridono,
si scambiano auguri,
si lanciano uova.
Di pietra.
Gli uni sugli altri.
La vita,
insegnata a granate.
E io non ho il coraggio di disegnare mani
che "si stringono fra i banchi delle chiese la domenica,
mani che fan cose che non si raccontano
altrimenti le altre mani chissà cosa pensano...
mani che brandiscon manganelli,
che si alzano alle spalle dei fratelli..."
la penso esattamente come Frankie.
E spero che il mio uovo personale,
a meno che non si schiuda violentemente scorticato dalla volontà oceanica di Pandora,
non si apra.
Non è il momento...
Prima devo pulire la casa,
prepararla...
lavarmi le mani di sporco
:9
e tenermi strette le nuove lezioni imparate...
chi è senza "peccato"
se ne procuri uno,
subito!
Non credo di essere stata mai cos' bianca,
e basta.
Buona pasqua

giovedì 2 aprile 2009

il silenzio chiuso in te è più volgare di uno sputo


Tua madre ti ha vestita di tante gelosie

Ti ha messo cose in testa amare fantasie

In te ha riversato le proprie delusioni

Gli uomini ti ha detto son tutti dei coglioni

Così tu sei cresciuta in quella diffidenza

Fra un uomo e l’altro pensi non c’è la differenza

Di ogni tenerezza la più completa assenza il vuoto del tuo cuore rasenta la demenza

Oh mai, un sorriso che so una parola di più oh mai, un’occhiata chissà un po’ di complicità

Come fisarmonica ti lasci stringere ogni volta ma

C’e un silenzio chiuso in te più volgare co com’e

è più volgare di uno sputo

Tua madre ti parlava lavandoti le spalle

Bambina tu ascoltavi le sue infinite balle

“Tuo padre” ti diceva “è stato un magro affare

A quarant’anni appena è un uomo da buttare

“Tu gli volevi bene intendo a lui tuo padre

E non capivi bene le frasi di tua madre

Eppure hai cominciato e non ti riguardava

A difendere per sempre l’orgoglio di una schiava

Oh mai, mai un giorno che tu mi ringrazi

Ma non lo sai fare un gesto che sia

Spiritoso con me con te la domenica

Sei poco igienica si muore sai

Meglio andare via di qua a cercarsi una città

E non restare in questa mia periferia

Meglio andare via di qua a cercarsi una città

E non restare in questa mia periferia

la ragazza fisarmonica

paolo conte

la cosa migliore che ho letto in una stanza sconosciuta

mi a lascaiot ricordi unici

come certi numeri

e odori

e situazioni

mi manca.

e sarà.

ballare...

auguri

ai baffi del mio nero

auguri alle linee dei viaggi

e degli imprevisti

la notte

al numero 4

che è un doppio doppio

alle orecchie fini

ai capelli

al sonno

della ragione

che lascia in pace

il cuore

alemno per una notte

nella bocca di un pesce