lunedì 12 maggio 2008

Kafka vs H&M: 1 a 0.

Interno notte.
Ore 4 e 27.
Cesso de mi casas.
Cisposa non -solo sugli occhi- accedo con le chiappe alla tazza.
Ma sollevata: almeno mi sveglio, non piscio fuori, e nn rischio di sedermi sulla ceramica viva(?).
Retaggi di quando andavo all'Autogrill da infante e l'ipocondria di mia madre paventava la presenza di germi e batteri dal diametro della Manciuria: più aggerriti dell'armata Catafratta.
Posizione ridicola permettendo,
sfoglio la nuovissima rivista superfashion,
superutile in caso di necessità carta da culo
(esser giusti al posto giusto rende unici ma nn sempe fortunati),
di H&M, con tanto di test per valutare il tuo grado di fashonitudine
(con domande che riguardano tipo la prima star -collaboration del marchio con un vip della moda...Stella Macarthy. Evvai, lo so, ma solo perchè per due anni sn scesa a San Babila cn la rossa).
Mentre mi sforzo di non sprofondare nel gorgo infernale,
il lato sinistro del mio occhio sinistro,
coglie un movimento affrettato verso i miei piedi da parte di quella che ha tutta l'ria di essere una macchia scura, prepotente e semovente.
Da piccola ho sempre sperato di diventare uno snorchio, o birba o johnny è quasi magia...e quest'ultimo ruolo mai come n questo momento.
Il sogno , come in quasi tutte ste cazzo di favole contemporanee e finto emancipate,
non si avvera,
e la macchiolina, anzichè essere un simpatico oggettino dark animato,
si rivela per quello che è:
il Signor Samsa di via Bazzini.
La reazione è ovviamente immediata.
Per prima cosa cerco allla rinfusa di contare le zampe del gentile e silenzioso, seppur invadente, avventore del mio pavimento piastrellato,
secondariamente noto con piacere quanto i miei peggiori incubi si avvicinino alla realtà;
in terza istanza, dopo una sana e sacrilega esclamazione tipo "Ossignùr che schefe!Porcama****aaaaaaVIAAAAA", H&M fashion review assume un ruolo inaspettato quanto utile.
Novella Mac GIver scaravento la rivistucola dalla libreria che le compete anche come leggio- messer bidet- sulle pianelle ex bianche tentando goffamente di colpire la testuggine compatta della bestia armata di robusto esoscheletro che,
di rimando,
dopo un tentativo di fuga verso le mie zampe posteriori
(e lì la sudorazione si arresta spaventosamente),
capisce che tira un brutta aria
e preferisce riparare dietro la vecchia lavatrice,
molto più classica come mossa in effetti per un esserotto come lei.
Tutto questo naturalmente con benestare di tutti gli abitanti della casa che,
oltre a nn essersi accorti di nulla,
paiono impermeabili alla notizia di altri potenziali abitanti.
E peggio ancora, alle mie urla.
Potevamo morire in un duello all'ultimo sangue e nessuno si sarebbe disturbato

Per tutta risposta torno a letto.
Tutto ok?
Eh...S^sì, non ti preoccupare.
Sei fredda...Sicura?
Sìsì, non ti preoccupare.

Sìsì il cazzo.
Passo il resto della notte a sognare i vicini che ci spiano vestiti sopra come le iene senza giacca,
che sorseggiano cpcktail da esoscheletri di megainsettacci,
e che hanno la parte sotto del corpo nuda,
in perenne metamorfosi in gambe di insetti varii
ed eventuali,
dei quali ogni arto ci tiene a sottolineare la propria autonomia.
La mattina mi sveglio pensando al Raid e dopo aver fatto la doccia con la maschera e aver infilato gli stivali subito dopo l'uscita dalla doccia,
giro con l'accappatoio e i piedi quanto più posso sollevati da terra,
dopo na deodoratio a suon di insetticida.Sembro un overcraft che da' il verderame negli angoli.
Il cane mi osserva basito
pensando che mi vuole bene o stesso
mentre is sente fortunato sapendomi non sua padrona.

Fedralismi di gambe a parte,
il banale intervento in casa ha rimandato i miei ricordi alla psicologia spicciola.
Dice:la paura degli insetti è sinonimo di paura del brulicante mondo fisico.
Mmm...
Vero,
sìsì.
Vero.

Lascerò che gli insetti mi sfidino,
che mi ricordino i miei anfratti più sordidi.
Ho sempre temuto colonie di esseri malefici,
rapichevoli,
incontrollabili infiltrati di un universo permeabile...
Siamo alla resa bastardi.

E sì,
parlo con te guerriero della notte,
impavido circconcisore del cif,
inquilino a scroccco delle tubature:
ne resterà soltanto uno
e io ho il contratto fino a ottobre,
tiè.

5 commenti:

Christian ha detto...

Fantastico post! Anche qui a Pisa nel nostro cesso (sostantivo quanto mai azzeccato), ogni sera spuntavano fuori i marmocchi dei Bob, che avevan deciso di trombare di santa ragione generando una figliolata cospicua.
Ho dovuto naturalmente improvvisarmi angelo della morte uccidendo tutti i loro figli (del resto erano occupanti abusivi, clandestini e via discorrendo). A rileggerci ;)

Anonimo ha detto...

Pensa che in certe aree desertiche dell'est prima di andare a dormire dovevi accertarti che non ci fossero scorpioni e serpentelli sotto le lenzuola. In ogni casa troneggia un vaso di alcol dove quste bestioline vengono raccolte e usate come status symbol dai bimbi del villaggio.

"Io ho piu scorpioni di te!"

--
Smak,
Il bibliotecario di provincia.

Anonimo ha detto...

...ti dirò,un altro buon metodo(e ottimo diversivo x gli inquilini)è il mitico elastico con naftalina o il tiro della ciabatta.ci vuole mira...ma quanto ve la spasserete?;D kisses.b.

Anonimo ha detto...

Grazie per il sostegno.
Oggi non si è fatta viva la bestia,
credo siA STATA a firmare autografi,
è già una celebrità.
:)

T-nulla

Salvatore ha detto...

Minchia io sarei morto e mi sarei cagato adosso (per fortuna il cesso era vicino!)comunque sii impavida e compra la rivista quattroruote serve sempre per schiacciare gli esseri diabolici grazie al suo spessore!un baciozzo