lunedì 31 dicembre 2007

C'è di meglio

Perchè ho iniziato a smettere di tentare.
Perchè ho aperto la finestra
e ho fatto entrare.
Aria nuova,
pulita.
Un cielo azzurro filtra dietro il mio cappotto giallo.
Un cielo strano perchè tanto normale da esserlo.
Mi sto accorgendo di quanto poco ho guardato fuori...
son felice di essermene resa conto prima di un inizio grande e grosso.

Senza manette imoposte che,
fingendo di cingermi,
mi inchiodavano al termosifone.

Non voglio più vestirmi di finto star bene.
Voglio prendere le cose con più calma
e respirare di più.
Fare di più.
Sempre di più.
Sporcarmi di più.
Finchè morte non mi separi.

venerdì 28 dicembre 2007

Basta poco per essere felici!!


E stringer i denti per crederci e ricordarlo

domenica 23 dicembre 2007

Fusi Orari sul prato di casa


Courtesy of Derek


Soundtrack: Petrol_Ash


Due giorni fa.
Esterno sera.
Bergomensis tierra.
del ghiaccio e della dalmine.
Arrivo imbacuccata fino ai denti in quel della stazione convinta di trovarmi le renne e i regali e invece...to'h',
il mio inseparabile amico avvocato.
Gli affido i mattoni in valigia e ci dirigiamo bel belli tronchetti di gelo e paralisi facciale a prenderci una birra a cavallo dei nostri struzzi natalizi.

Dopo aver constatato con sommo
rammarico che ho ragione,
qua fa mooolto piùfreddo che a milanoesco comunque a fumare.

Anzi..esco o non esco?
Lo struzzo aveva già l'accendino in mano
e ricordandomi che non sono Cattelan mi guarda schifato spingendomi fuori.
Mi fa rotolare sulle uova della moglie a mo'di tapis roulant e ci ritroviamo con due lucky in bocca.
Chiacchiera di qui, chiacchiera di là tra amici e relativi struzzi,
e che regalo hai ricevuto?
Io dell'oppio in cambio di un rene,
io un bimbo di due mesi,
io una madre di ottanta chili,
io una vicina rompicoglioni che crede ancora sia una terrorista..
Vedo arrivare sullo sfondo altri amici a cavallo di stendini spaziali mezzo-bavaresi con una pizzetta catrì rotante monociclo al seguito.
Almomento non ci faccio caso credendola un brezel di quart'ordine e continuo a lisciare il pelo sulla capa di Gregorio(ilmio struzzo)che dice che i frisee a causa dell'umidità lo fanno frocia.

Ciacola di qua ciacola di là,
sento un dolore lancinante alle caviglie e giro la testa di 180 gradi per notare che il fantino del monociclo è un piccolo essere sexy deciso ad attirare la mia attenzione anche a costo della violenza fisica tamponandomi.
Dopo essere entrato in collisione col mio corpo mi addenta un polpaccio e-non contento-mi si appende alla gonna a pois che osserva con attenzione scrutante.
"Hey, ciao!"mi fa"buon Natale!Non credere che non ti abbia riconosciuto!"
"A Lei gentile avventore della grotta del presepe 'mbriaco!Mi duole informarLa ma io non riconosco Lei,non almeno in talveste festevole".

Intorno il ciclaeccio continua tra fette di lardo e aliti dellepecore rilassate del venerdì sera.

"Non far finta di niente!Segiumi e smezziamoci un torroncino come non abiamo mai fatto ai vecchi tempi".
Incuriosita e incredula seguo l'omino con gli occhiali e mi dimenticodi tutto,
come se fossi tornata acasa dopo anni di peregrinazione.

Blabla blablau
mi dice che ha capito tutto,
che sa benissimo che c'è stato casino sulla via lattea,che èinutile minasconda dietro la berretta gonfia
e che non aveva il coraggio di mandarmi la lettera pur sapendo dei miei agganci con la redazione e il collega babbo natale.
Tutto con gli occhi a palla sul mondo come un lanciafiamme.
Resto basita,intenerita all'inverosimile.
Gregorio apre l'ombrello per evitare che le piume peggiorino con la caduta delle mie lacrime interiori che spruzzano verso l'alto decolorando la mia berretta ridicola.
Il tizio che ho di fronte/in parte nel frattempo cresce a vista d'occhio e io sono alice che ha mangiato il pezzo giusto della torta...

Prima che me ne renda conto ho già scandito tutto quello che ho intorno, panettone compreso
e mi vien voglia di bere fino alle tre di mattina.
Perfinire a cavallo delle bollicine di birra sulle quali roteiamo come nelle sigle dei cartoni giapponesi di quandoero piccola e meno razzista nei confronti dei maki bipedi.

Lo struzzo mi depone delicatamentye tra le uova della moglie e gli amici mi salutano cortesemente. Ci scambiamo mail di arrivederci con gli altri che mi lascian lì col culo a incavi a decolorarmi e arrossire e contare delle figurine ananas sulla felpa di 'sto bimbo strano.

Abbiamo parlato taaanto,
taaanto che non sapevo più che ore erano nè cosa ci eravamo detti.
Comunque era tardi. Troppo per lui che dopo poco si sarebbe alzato per andare a lavorare in una miniera sull'autostrada a sniffare vernici tutto il giorno seguente e poi sarebbe partito e poi ritornato e poi ripartito. (E poi, spero, ritornato.)

E allora,soloallora
le uova hanno preso il volo nel freddo,
è partita pattypravo che si è accordata di alternarsi ai kings of convenience per dare quell'atmosfera da domenica mattina,
hanno raccolto il monociclo secco e ubriaco e , senza schiudersi nè rompersi, hanno messo le ali alle rotelle e mi hanno fatto trovare sotto
casa mia vecchia con il bimbo in una circonfusione di piume.

Poi il cielo era menonero.
Vedevo più luci e le voci erano una
e ho avuto paura che il regalo fosse quello.
E che se ne sarebbe andato
dopo essersi richiuso velocemente.


Se n'è andato poi.
colmonociclo turbo.
E unpo'dipiume.


Ma sono due giorni che sento solo odore di vernice.
Ovunque.
E sogno l'autostrada, ai lati,
lanotte.

Gregorio, cosa fai a Natale?

venerdì 21 dicembre 2007

Mostri corposi

Si può fare sempre di meglio.
Anche se si spaciuga al bar.
Sarà che mi sprona l'impellenza 2008,
sarà che la mia nuova berretta arancio
rilascia saggezza come il glad deodora l'ambiente.

(Spero di trovarlo nella calza della befana e sugli scaffali del gs di piola,
l'ho sempre adorata.
Che sfiga,
un futuro da sballona
sventato-quasi-sul nascere
per mancanza di brevetti
e permessi.
Tanto tossico per tossico..)

Intanto godo la casa vuota
ma mi manca la lullaby-harddtekno dalla stanza a fianco...


Vero,
prima o poi
ci si abitua a tutto.
Peccato mi ostini a sfidare i proverbi e
sia troppo refrattaria alla ragionevolezza.
Perseverare è anche natalizo.

é natale e non cade la neve


domenica 9 dicembre 2007

Siamo pronti?







Ema

imperversa.

Alla faccia dei 103 che saltano

ahimè

sabato 8 dicembre 2007

"Tromba di culo sanità di corpo

l'uomo che caga non è mai morto".
Courtesy of bisnonna della sottoscritta.


Il giorno della vendetta si prospettava silentemente ed ora si è finalmente palesato.
A voce ancora più bassa ed efficace.
Ciecamente mi sono sempre nascosta dietro una lapide, convinta che il mio corpo potesse esprimersi liberamente solo graffiando e autostracciandosi ma non è così.
In fondo in fondo l'ho sempre sospettato che anch'io avevo il diritto emotivo e legale di conoscermi e poi, più presto che in fretta, amarmi attraverso l'accettazione non rassegnata.
Era solo maturità il vocabolo volutamente ignorato, e d'ora in avanti andrà sempre riaggiornato.
...ed è sempre stato per la mancanza del suddetto che non ho mai avuto il pelo per incidere quella lapide con le mie unghiette codarde..

Non è stata fortuna la mia.


(Semmai la fortuna è di essere germogliata e prima piantata.
Sul discorso innaffiatoi risparmio lo strazio.)


Solo determinazione.
Solo rabbia,
curiosità,
spasmodica ricerca di stimoli,
di voler proprio vedere come và a finire se
pesco la carta degli imprevisti fissando parco della vittoria.


Non voglio più sapere nulla ora.
Voglio leggermi inquadratura per inquadratura,
corpo per corpo,
tutto quello che stà attorno alla fottuta lapide pallida, smunta.

Voglio toccare.

Voglio gustare.

Sono nella situazione migliore anche se difficile,
ma quale non lo è?
Più sfide
stimolanti.
Non ho niente ma sono infinitamente più ricca di prima perchè ora so quello che possiedo
e un bel po' di quello che sono(presuntuosa) e cosa ho disegnato di me
senza assumermi tutte le volte con la cannuccia.
Bastava un pelo di coraggio i più.
Per credere che nessuno è indispensabile.

Non è una pagina con la parola fine.
E' solo una base.

Non guardo indietro,
so cosa c'era.
Guardo avanti,
so cosa voglio.


Voglio vedere sempre meglio,
scegliere.




Vaffanculo a chi maledice il sesso senza amore.
Vaffanculo a chi lo mercifica e lo svilisce.
Vaffanculo a chi lo pianifica.
Vaffanculo a chi critica chi lo usa come mezzo.
Vaffanculo a chi crede di saperlo leggere.
Vaffanculo a chi se ne vanta: è come fare a gara a chi trattiene di più il fiato dentro la tazza del bidet.

Vaffanculo a chi non ascolta.

Vaffanculo a chi è egoista.

Vaffanculo a chi odia i peli.
Vaffanculo a chi deliberatamente si disinteressa agli incastri olistici.
Vaffanculo a chi ti tappa la bocca.
Vaffanculo a chi ti fa stare scomoda.
Vaffanculo a chi crede di sapere cosa sia meglio per te
o cosa stai per dire.
Vaffanculo a chi ti chiede se ti è piaciuto dopo quando era lapalissiano
durante
che eri nella fase rem.
Vaffanculo a chi non si fa legare perchè è da pervertiti
e poi gli piacerebbe eiacularti dove splende.
Vaffanculo a chi ti vuole legare, con infimo stile.
Vaffanculo a chi non si vuole divertire ma solo appendere una nuova mostrina alla giubba del generale,
come fossero battaglie vinte...di Pirro.

Vaffanculo,
magari vi piace.

Magari così sarete meno frustrati,
e usando debitamente il cazzo di più,
lo romperete meno.

giovedì 6 dicembre 2007

Deformità

Dalla punta di un solo piccolo spillo il resto dell' equilibrio.
Realizzo grazie ad un particolare che ciò su cui fisicamente cammino è la metafora palese di ciò che terrorizza il più delle volte. Un equilibrio precario pesa di più sulla bilancia del sonno della sicurezza?solo superficialmente. ignorare che succeda. terrestre..
Per fortuna il mal di piedi ti ricorda la terra.
Ti ricorda che stare in piedi comporta delle conseguenze.
Anchilosa i coglioni e nn solo.
Rende più forti e completi sempre.
Spesso stanchi.
E soprattutto accende la luce sopra lo specchio del cesso.
La mattina, senza trucco.
E per fortuna che ciò che rende migliori sveglia pure e corrode, come le vesciche rasoterra.
Solo che nn è un male cattolico pregno di sensi di colpa. E' più spietato e addensato nelle budella!









sabato 3 novembre 2007

I carabinieri del Politecnico:Ingegneri, fagioli e dighe

Dio li benedica,
e soprattuto benedica le loro dighe di merda, enormi e che costano un sacco.
Lo ammetto, sono indiviosa della loro capacità nel costruirne. Perchè non ne sono in grado io, non so neppure come si disegnano.
Allora ho detto, brava figlia dell'ovvietà capitalistica che altrimenti nn si potrebbe fare, perchè nn comprarmene un po'?
Allora2, bel bella prendo e vado. Ma dove si comprano? Quelle sezione discount intendo.
Allora3 ho detto2, come si fa con le borsette, io prima vado dove costano di più così poi faccio i confronti. Al che mi fiondo in farmacia.
La signorina,mezza naturopata olistico medicinalis sarcazzico-ce la vedo a cavallo di un lama al casello di Agrate-mi guarda cortese e sorridendo con uno sgranamento bianco mantenuto tale da ore di salvia sfregata in bocca, mi dice:"Buongiorno".
Io:"Salve!"
Naturopata Olistico Medicinalis:"Posso esserLe d'aiuto?".Mi fa, dato il mio smarrimento stile ingresso di un figlio illegittimo di suora senegalese all'ingresso di San Pietro.
Io:"...Ehm..sì, grazie. Volevo sapere il prezzo delle dighe".
NOM:"AH!Mmmm..in realtà dovrei controllare..sa, non è una richiesta molto comune, non le teniamo spesso".
Io:"No?Eppure ce ne sarebbe bisogno...non crede?Come quelle cose..si fa ma non si dice o il contrario...dighe alle parole che celano voglie o associazioni a delinquere..."
NOM:"Beh, detto tra noi..." e si sporge circospetta verso di me aldilà del banco, nn prima di aver controllato la quieta assenza di orecchie indiscrete.."...ce n'è bisogno e come!Ma costano un botto, così la gente se le fabbrica da sè!"
"Poi, se posso darLe un consiglio, si faccia dare La scorta...se non avesse trovato me?Come Le sarebbe andata? Ricordi, noi siamo ciò che incontriamo, che conosciamo. Anche orizzontalmente, anche se lo ignoriamo,spesso volutamente.Alè oh ho, alè ohoh".
Io:"Mavvà!?"
NOM:"EH, certo!Come una volta coi preservativi di budello!"
Io:"Sia più precisa..mi sfuggono un po' di cose.."
NOM:"Allora, tanto per cominciare si tappi tutti quei nanobuchi sul cranio che la guerra delle forchette è finita da m0', e ci metta dei chicchi di riso...."
Io"Eh?Aaaah,no qestesono crune..ci faccio passare i fili per stare in piedi sultram.Sono fili ventosa che si spandono a ragnatela.Sono anche un'arma impropria..."
NOM:"Ah, mi scusi...non sapevo...e i Suoi come l'hanno presa?"
Io:"I capelli intende?"
NOM:"Eh, peli in generale..."
Io:"Nn ci parliamo più, ma quello già da mo'.Ma non è un problema,han sempre fatto i capricci...pesci e vergine nn vanno d'accordo d'altronde..E un pesce con i capelli nn s'è mai visto..al massimo Messner ha visto lo jeti e jannacci il cane...ma son asceti di una certa portata..."
NOM:"Noto con piacere che è un'esperta!Beh, allora, oltre per il fatto che mi è simpatica,
le spiegherò come fare una roba fatta in casa...Le va?"
Io:"Non avrei osato sperare in meglio..."
E pssspspspsps, a_ri pshpssspspsss...un quarto d'ora dopo esco baldanzosa dal postribolo del farmaco alternativo mascherato dalla croce verde cattocomunista con: propoli, cerotti, una tutina bianca in pvc e fagioli secchi mogano.
Mi dirigo a passo leggiadro e svelto verso casa ma prima attraverso gajarda piazza Leonardo davanti al Politecnico con l'aria di chi pensa "a-ha!ve l'ho fatta ingegneri dei miei stivali!"e li guardo...
Miriadi di volti intimiditi di fronte e tuttociò che non sia un monitor e/o un integrale...magari anche a quelli anzi.A volte mi sono chiesta se vedono come noi.Tipo i cani no, mica esiste solo la dimensione bianco e nero?Ecco, gli informatici ad esempio, vedono pixelato?Ma poi mi rispondo che io dovrei stare zitta, che respiro aria a cinque lettere, che annuso viola, bevo acqua pesante, ho le visioni, e che se non la smetto mi mandano Santa Teresa d' Avila a darmi ripetizioni live di estasi supreme dal piano di sopra.

Una volta a casa brillo il riso, tiro una bella boccata di aria fresca della notte torbida, ripongo il propoli in frigo e i cerotti soto l'altarino per silvioin camera mia. Si sa mai si riaprano le stimmate.

Poi inizio il rito.
Seduta sulla sedia morbidona mi inizio a infilare i fagioli secchi in tutti gli orifizi sperando ostruiscano qualcosa, che arginino.
Nel frattempo mi provo la tutina in pvc, resti di bottega della farmacista new age, che manco si giustifica per averla avuta lì...gente superior.
Entra uno dei miei coinquilini, mi saluta affettuosamente e capisce che è un momento difficile così intima agli altri di non disturbarmi. Chiude le porte dietro di sè.
Il meccanismo sarebbe quello per cui i fagioli si infilano nei buchi sbagliati per creare delle specie di gangli che dovrebbero bloccare ilfluire violentissimo di sangue con scorie e chiodi in fase di repulisti. Le cose si fanno in modo meno doloroso e i micro fiumi interni non si stendono a perdifiato sulle pareti interne.
Ma mi perdo via nel provare l'elegante costumino e nel mio sforzo per entrarci, tra borotalchi e creme, i fagioli si sparano fuori dal mio corpo e creano un curioso presepe proteico sul mio tavolo da lavoro. Allora capisco che quella non era una tipologia di diga che faceva per me.
_Dovevo imparare qualcosa dalle inondazioni del Po' a Brescello_
Che è un po'come la pillola e i coglioni insomma, come il famigerato terno al lotto.

Sono disperata, sudo, è tutorosso, cerco di rimettermi il sangue dentroma becco l'ecoline magenta e mi tramuto in un pennello giapponese di un metro e 76. Vedo tutto cremisi e penso alla riga dei pantaloni della polizia, a mio cugino Paolo(carabinieri:polizia=ingegneri:architetti?) e ho caldo, ho troppo caldo..soffoco...

Ma apro gli occhi ed è tutto bordeaux e fa caldissimo ancora.Non sono un carabiniere.
Sono sommmersa da un piumone.
Vicino a me dorme un ragazzo bellissimo.Penso mmm,no la giustizia divina non esiste,non mi pigliate per il culo..Infatti non è casa mia. Ma sua.
Si sveglia e vado a casa. ex_Mia.

Ognuno ha il suo metodo per curarsi e il suo modo di avere cerotti.
Io ho scelto di non usare medicine.
Allora c'è ancora meno giustizia?No.

Guardo il cielo perfetto che promette un cammino ristoratore e penso che voglio andare in Irlanda e levarmi a suon di schiaffi di freddo i pregiudizi che incancreniscono i passi,ilpeso,l'arancio.

mercoledì 24 ottobre 2007

Cenerentola

Courtesy of Ema.
D'improvviso mi scopro voyeor di me stessa grazie agli occhi di un'altro.
Perchè sto al di qua delle piume,
al di qua della maschera.


Tirami giù le calze ma non mi sparare alle gambe: le rotule fanno effetto boomerang.


E non ho tempo per fare attenzione a dove finiscono i cocci.

Poi da miope nn vedo se il pavimento è sporco..facile e letale che mi confonda..
Una disattenzione tagliente anche per gli altri

...Poi ritornò Jane Shrimpton...





Soundtrack:ièghermasterl e Tinella d'avorio

Courtesy of Ema.

Grazie di tutto e della sedia.

Ipotenusa

Courtesy of Derek!!!

Egocentrismo triangolare non considerato per molto tempo.
Bisogno dei cateti per la mia identità?

Forse no.





Forse non so davvero mentire.


So sporcare però. E quando è il momento di Radames mi dimentico di avere la bocca sporca di cioccolato. Fuori. Come sempre. E non capisco se è un bene o un male, se è bisogno di silenzio e fieno oppure mancanza di coraggio.


Se devo nascere o morire lo so ma non voglio prenderne consapevolezza con degli intralci.


Ho paura tutto sommato degli acini acerbi, di quelli marci. Non ho ancora maturato abbastanza pazienza per attendere la fermentazione.





E la vendetta così si confonde con gli abbracci che tuttavia non riescono più a camuffare il bisogno di cibarmi di carne. Carne. Fuori bianca. Impune araldo del rosso che pulsa dentro.





Ma si è mai visto un bambino che partorisce solo?


Che non ha bisogno di carezze?





Allora mi sorge il dubbio di non esserLo più.





I miei cateti ormai sono lontani. Cioè, lo sono sempre stati ma prima i punti di congiunzione erano più indefiniti, c'era del liquido nel legamento, mi facevano malissimo le ginocchia.
Ma era facile sguazzare nel lubrificante che brucia solo a posteriori, che rende l'attesa, agognata colpa sicura e sempre peggiore.





Così affondo nella gomma.
Mi proteggo gli occhi.





Con la testa giù.





Tra l'altro alle foto del parto non sono ancora pronta.





Nnn ho neppure quelle del matrimonio.


Cioè, le devo aver perse sul tram.


Poi mi sono girata quando sono scesa, perchè avevo perso il fazzoletto per strada togliendo le chiavi di tasca.





Figuriamoci se voglio sul comodino un bel pacchettino, tanto carino con quelle paginette pronte a ingiallire, legate strette, cinte dal trancio rimastomi di cordone ombelicale.






Di chi è lui poi?


Solo mio, e io, da brava cagasotto, ho paura di mostrare il pargolo cagante, al mondo senza pietà.
Ma chi tra noi tre ne ha meno?
Anche se so che sarà migliore di me.


Più forte, meno netto e sarà capace di volare via dal nido.
Lui il labor lime l'ha già fatto.
(inguaribile ottimista)


Lontano da me, che appassirò. Pelle di serpente memoria del secolo passato.


Spero che si prenda le mie ossa, che mangi la mia carne.


Resisterà di più a volare.





E saprà resistere senza elemosina, senza dolore, senza inutile disperante sofferenza.Che si guarderà allo specchio soddisfatto e realista. Gli basterà chiudere gli occhi.
Che coccolerà per sponte.





Sarà di sicuro più bianco di me.


Solo ho paura che mi accechi ora.
E qua mi becco a cercare di mentirmi. Ma le matrioske si aprono e la lampada dello sgamo booooooooooooooooom.


E non voglio neppure guardare,


nemmeno gauardare,


quel che è migliore


per timore dell'invidia e dell'incredulità delle mie secrezioni.


Nell'impegno.


Zampillante epicureo

venerdì 5 ottobre 2007

Sansonne

Monologo

Voce fuoricampo:_._._._

Copy: Madre

Monologo: Mi dai l'impossibilità di vivere

Il punto nn c'è.Purtroppo solo latomba provvederà a ciò.




Incredibile interpretazione del volto inesistente delle cuspidi aride e ribelli dei miei peli cutaneocranici.
Cara strega ranza tutto subito,grazie.
Lame taglienti e indolore.



"E ora che sto correndo vorrei che fossi con me".

Invece no.

NOn corro.
NOn ti cerco.

(Tra lafatica sento lo zac delle tue piumemetalliche)

NOn ci sei.

Per ora sono fuori dal teatro.
Leggermente disturbata da sèdicenti attori.
Perlopiùignoranti.

Anch'io losono.
E lo voglioessere sulfatto che la notte è stata troppo ad aspettare_mi.



E forse anche suldove sei tu.
Ma qui eh, dentro casa.

Perditi pure.

Anzi, sgombera il box,
per altri peli,
di pupazzi che guarderò sbirciando dai pizzi imperlati dal tempo.

Gambe a x seduta su puff damascati e polverosi.

Gambaletti
a
coste
panna
e
grammofoni.


Lontani


mare
freddo
molo
e
venti.

Euro



di binari per inalare la magnificenza decadente del porto dove desidererei giacere in balia del petrolio a macchie sul culo ossuto di un gabbiano denutrito.

Che sogna un lampadario cristallaceo.

Tutto vero.
Rendoimpossibile la vita e il suo raiocinio.

Datemi 1 tetta e vi solleverò IL cazzo.

Disse chi non conosceva lasaggezza.

Vuoi un caffè?

((Ale,grazie.))

sabato 29 settembre 2007

domenica 16 settembre 2007

Ti ho trovato

Il diavolo ha sempre avuto delle belle mani.
E...colpo di scena,lui esiste e Dio no.

Cazzo, dov'è la Carrà in certi momenti?

giovedì 13 settembre 2007

Cerco bella gente


(Dire Grazie a Ema/Discordantblackstar
"Put off")



Un flyer per la sottoscritta



Soundtrack: Nine Inch Nails_Eraser




Cerco bella gente.

Belle facce.
Possibilmente di cazzo da prendere a calci.

Ma con tutti i denti e la pelle liscia e tesa.
E neanche un livido.
Che neppure l'acne se li ricorda.

Che a dilaniargli il viso ci godi.
Dibbrutto.

A scarpate ci scendi sopra
novello angelo degli anfibi.

A testate dal nerbo della colonna vertebrale.

Perchè si è sempre stracciati dal fondo quando si dà ad intendere che si possiede il diamante migliore nel retrobottega.

Li si porta lì, per regalare scrutini di bellezza e poi con le loro espressioni algide e crudeli ti finiscono in modo talmente distratto e letale che all'inizio più che dal dolore sei preso dallo stupore.
Allora nervi e velocità nel tirare.


_Come le scottature che prima rivelano solo un gelo luciferino.

Poi arriva il caldo e il sange dilaga dentro_

Poi ti si intropidiscono i sensi.
E inizi ad avere freddo.

Poi non dici niente e ti rialzi a fatica appoggiandoti sulle ginocchia. Che alzi in faticosa successione. Vedetta della desolazione, una volta in piedi guardi il disastro attorno a te, conscio del fatto che hai aperto tu l'uscio, gettato tu la fiducia.
Messo amorevolmente le mani nel fuoco, speranzoso che la fiamma inaspettatamente si alzasse o peggio, si spegnesse.

Di solito ti ripigli, raccogli i brandelli laceri, porti tutto in un angolo se proprio sei messo male; dopo aver cercato i cerotti in qualche cassetto di lucidità lontana.
Altrimenti al repulisti, se vuoi, ci pensi a casa.

Può capitare anche però che di rimetterti non te ne freghi più molto.
Pressochè un cazzo.
Ché è l'ennesima rapina.
Ché cure o "basta" non meritano più fiato.

Per questo cerco certe maschere di carne.
Non avevo capito il plurimo monito sull'allenamento alla violenza:
Mi chiedevo ancora il perchè dell'odore di napalm nei biberon.
Fingevo di ignorare di respirare ossigeno mefitico.
Protetta dall' Iprite dietro al mio filtro stretto dai cugini
sputo e spago.

E coraggiosa ho preso le caramelle dagli sconosciuti giusti.




Sountrack: Mr Self Destruct_Nine Inch Nails

domenica 26 agosto 2007

Perfetto

Soundtrack:PJ Harvey - The Dancer







Cari,

siamo oggi qui riuniti per ascoltare la preghiera di un nostro fratello che ha avuto la costanza e la forza, credendo, di non cedere mai a nessuna tantazione proprio perchè mai ne è venuto in contatto:la risposta. Il deserto della sua anima ci sia di esempio! Ma ora lasciamo che ci irradi.





Ciao.Il mio nome è Samuele. E sono felice e interessato di essere qui.Su queste panche rigide, in questo posto freddo, pieno di spifferi. Nebulizzato da questa polvere sterile, congeniale alla mia descrizione.Così è giusto?

Sono qui dicevo, per portarvi me.

Ogni giorno io prego e ringrazio per non avere voce. Per poter non dire la mia opinione, per celare le reazioni davanti ai litigi, alle frasi enfatiche e a quelle tenere, rivolte a me o ad altri. Per non poter difendere chi si trova in difficoltà, insultato e vilipeso da infiltrazioni crudeli di sussurri velenosi. Per non poter canticchiare canzoni allegre, fischiare alle donne o mugugnare di piacere per qualsiasi atto, come accade.

Ogni giorno ringrazio e prego per non avere orecchie, per non sentire i graffi dentro al mio cranio, al mio esofago. Per non considerare la musica, diabolica o celeste, della quale comunque non sarei degno. Per non ascoltare le motivazioni altrui, le loro richieste, la loro gioia o disperazione. Per non sentire il suono della nave che parte, che fa pensare a chi non affronta i flutti cosa succederà se loro restano. O la carta dell' uovo di pasqua e il silenzi odei bambini ansiosi di cioccolato e di scoperta.

Ogni istante controllo che la mia pelle perseveri nell' insensibilità. Finora è stato così e questo mi ha permesso di non cedere a tutto l' infido mondo che ammorba e lacera l'integrità algida e morale dei miei altri fratelli. Quando le carezze e il fiato si avventano su di me senza fatica continuo nel mio isolamento salvifico e mi sento più santo e salvo. Non preda dell' affetto che mette radici e poi delude, lasciando padroni di un tepore ormai inutile, triste come gli acini maturi di un vigneto destinati alle crepe a terra per la negligenza del contadino.
Se ne fossi stato in grado mi sarei innamorato magari impunemente di colli e ciglia avvolgenti sulla mia fisicità: ma neppure li percepisco. Questo però mi permette anche di non sentire lo scoppio endogeno della pompa rossa tra le lame delle costole quando le ciglia e i colli fanno male o vuoto. L' esplosione che ne segue provoca un fuoco enorme nell'immediato, per virare subito in direzione di un freddo vuoto secco e nero, a cui resta solo che concludersi con il rumore di cocci sordi a terra. I primi. Poi continueranno a cadere ma qundo il resto delle interiora sii incenerirà inaridendosi.
Sono come un respiro esalato troppo tardi, ormai sublimato fuori dalla finestra, con gli occhi coperti dai cristalli che impietosamente ricordano il Natale e che non si è in una culla. Questo per un altro sarebbe una sofferenza ma per così come sono, io non sono attaccabile.
Non ho freddo, non provo il piacere del gelato, non quello di penetrare un corpo, nemmeno quello di ricordare le sere d'infanzia nutrendomi di minestra calda: amato da molti questo quadretto, ma così nemmeno la nostalgia mi distoglie dalla sicurezza di ciò che c'è.
Se un corpo ansante e tagliato mi caracolla sul petto io non odoro il sangue, non mi spavento, non lo aiuto.
Non sento nemmeno le urla di chi mi squote e si preoccupa per me.

Sempre benedico poi il non avere cerniere per far schiudere i miei occhi:tanto non ne ho bulbi.
Neppure all' interno sono rivolti. Gli altri scelgono di non leggere il telegiornale e io non tocco nè vedo neppure la carta. Eviterò per sempre la luce, la paura del buio, la tentazione di mettere un dito nella torta, che tanto non assaporerei neppure. Le papille sono microstalagmiti che rivestono il pavimento di una caverna asettica.
Non ucciderò mai per Braque, Caravaggio, Anguissola. Inutili, come tutta quella bellezza che si gode soprattutto con la vista. Fa degli uomini delle bestie, bramose fiere di eternità e perfezione estetica.

Io no.

Fatuo, lussurioso nel gustificare con la finta ratio più gelida e accademica questo lago di bava ai piedi di entità pericolose per la stabilità della mia colonna.
Non sarò mai così.

Ma ciò che mi rende più fortunato di tutti è che io ho perso l'odorato. Si dice infatti che chi non possiede un senso potenzia gli altri per assicurarsi una migliore vivibilità nell'ambiente.
Per chi ne ha uno è l'opposto. Perde anche quello. E qui sta la chiave che ha blindato per il resto del tempo me: ha chiuso tutti i canali.
Sono isolato ermeticamente in un bozzolo impermeabile, senza la necessità di affrontare sfide per procedere dritto, senza cedimenti: non devo più compiere scelte, neppure l' opportunità mi si presenta.
Come se il mio sangue fosse sciroppo di granatina di cui non avvertirei neppure la dolcezza. Scorre su autostrade vuote, senza luce, di un asfalto arido, secco, dove non piove mai perchè non c'è terra che abbia bisogno d'acqua, che poi rischia sempre di essere inquinata.

Pertanto non credete a chi predica la purezza nella passione per qualche attività, luogo, persona. Solo la fede è pulita.
Anti horror vacui
pienezza, omogeneità.
In verità prima di perdere l'olfatto conobbi l'odore del sangue perchè fu a me che scoppiò il cuore nel petto perchè credevo in una fede sbagliata ma ho avuto la fortuna, prima che fosse troppo tardi, di inalare l'anestetica sapienza del raffreddore costante e rendervi partecipi della retta via dall' alto del massimo gradino della rettitudine.
Il fatto che voi conosciate ciò prima che un evento violento provochi l' atrofizzamento di un vostro canale, vi eviterà il trauma della cessazione e quindi il sottoporvi ad una situazione che potrebbe dare adito a entropiche reazioni nefaste.

Pregate, pagate e ringraziate per quello che vi verrà tolto, perfino le possibilità.

mercoledì 8 agosto 2007

post peperonchio


oggi ho troppo la faccia ebete di chi è cascato dalle nuvole, così posto la mia bocca rappresentativa di uno stato paralarvale di apertura sulla realtà.

Cioè quello in cui verso

Dura la vita-e l'estetica-dei visionari al giorno d'oggi.



Può migliorare tuttavia.

se qualcuno distribuirà gli antidoti, le camice di forza neuronali che già stanno sempre stirate e all'erta.


ci si può liberare dalla scomodità dei tentacoli fantastici



ma io voglio rimaaaanerci nella dimensione fachiro


in barba a tutto, ai sedili imbottiti, all' ovatta.

alla filippina(dio benedica tutte le portatrici di questo titolo infame ben rappresentativo del disastro ideologico-comodo-culturale in cui versiamo),alle tapparelle che fanno tutto da sole, alle tette che vanno da sè dal chirirgo plastico, alle bocche che si gonfiano in alternativa ai maroni.


in barba a tuttociò proclamo, senza la benedizione di nessuno, l'ode alla scomodità della libertà mentale. Alla scelta di togliersi la cintura sull'ottovolante in corsa.



Colori più acidi per tutti.


Intanto consiglio psichedelia spinta e autoprodotta.


Dagli Appennini a loro stessi.

Passando per Berlino

e gli uffici milanesi.


per un libero segretariato.



martedì 31 luglio 2007

Libagioni di Fragole











Non altro.
Oggi sarà una di quelle giornate che i fissati useranno come paravento per rispolverare tutti i loro videoregistratori per maniaci necrofili intellettuali perversi:te-le-gior-na-li.






(Beninteso, che non si creda goda di corsia preferenziale sulla cellulite vip.)

Personalmente sono solo paganamente dispiaciuta per la perdita dei _Grandi-


Non ne conoscevo molto.
Ad esempio di Antonioni niente quasi.

Con Bergman invece già meglio. Per la sua vitalità bicolore, per le visioni che mi ha regalato. Per il suo sdoppiamento che invitava a braccetto con il nostro e viceversa.

A tutti quelli che li amavano un grande sorriso. A tutti quelli che li odiavano che ci pensino sempre.

A chi non Li conosce e/o volutamente ignora: potrebbe essere un' ottima occasione per rimediare al Vostro non sapere.

Una sola preghiera da brava ex-aspirante chierichetta: a tutti quelli che ci lucrano, che frignano e/o si dilettano in pratiche di merchandising post-mortem rispettabili quanto un biglietto per la pesca di beneficiiienza da due lire, niente insulti.



So che fare appello al Vostro buon gusto sarebbe come trovare la perrier fresca nella savana, che costituisce una vera e propria contraddizione in termini ma per una volta chiudetevi almeno in camera, comportatevi come se vi doveste dedicare a pratiche autoerotiche poco socialmente accettate.



Mettetevi il silenziatore, bestemmiate in una lingua tutta vostra.



Ve lo dico egoisticamente: non disturbate il silenzio dei geni che hanno cambiato lavoro.

domenica 29 luglio 2007

Sintetizzatori orizzontali per Animali domenicali

Soundtrack:The hand that feed-NIN



Premessa:il meglio viene come dessert




Ruote continue.
(Non è proprio timore dAl foglio bianco,piuttosto troppa roba da ordinare.
Sembra che il casino che ci si illude di aver sbrogliato poi sia sempre radicato. e di più, e alla base.)
Ieri sera a lume di candela@tavolo parallelepipidico-donne a capotavola, che dopo non molte ore si scambieranno i vestiti in pieno centro tra l'arrapamento e lo scandalizzamento generali, in preda al sacro fuoco dell' urgenza della liberazione corporale- si ritrovano in una cucina buia con il treno che passa in giardino, quattro "anime",come direbbe uno di loro, che tanto poco di monacale ha, ma molto di eucaristico, nel senso della comunione obv.
Si ritrovano dicevo e, partendo da una tirata socratica sul corporeo vs impalpabile, con tanto di comparsata megalomanica di interruttore per l'occasione, si imbarcano al galoppo della biscottiera'76 in mezzo al tavolo di design povero (per ora, quei cani dei trend setter non dormono mai)ma ricco de concetto, in discorsi di portata devastante.
Notare che ad uno di loro appena uscita di casa avessi sottolineato come, senza volergli compromettere né reputazione né tantomeno la serata, avessi bisogno di leggerezzaleggiadriaspensieratezza e quantità industriali di non pensiero etilico ma, come si sà, non è mica festa tutti i giorni.

Anyway il discorso va per le russe-nel senso delle montagne-e poi si passa alla gioia, alla morte e....su quale terreno possono planare due uomini e due donne seduti ad un tavolo se una sono io, l'altro è un intellettuale pasoliniano/regista/scrittore poligamo, l'altra signorina una filosofa emancipata- nel senso migliore di un termine che suona purtroppo sempre come un insulto-e il quarto un geniale, adorabile, superdotato avvocato?Sarò banale ma non si approfondirono i tempi di cottura del coniglio al vino rosso quella notte tersa, protetta dal vicino in mutande al balcone, bensi la più ovvia espressione fisica di desiderio per la vita.

Ci si è dilungati sulle modalità, sull'assurdità del distacco che spesso si crea per restare tra delle persone che prima erano tanto closer to themselvs, sul fatto che, se presonaturalmente, permette una conoscenza approfondita, calda e privilegiata. Non solo per la sua rarità ma per la sua autenticità e unicità spaziotemporale. E' apertura, anelito ad un baratto sponntaneo, animalesco.
E' l'ammissione di bisogno senza richiesta di scuse per l'urgenza delle proprie necessità.

Signori miei scendiamo dal trespolo.

Lisci nelle loro asperità, buoni, bravi, completi; e per questo Belli.
Mi piaceva stare lì.
Adoro stare con quelle persone.
Perchè non facciamo un puzzle, perchè nessuno vuole imporre regole assurde e impotenti alla forma dei pezzi.

Senza livrea inutile,
che non spalmano in faccia niente,
che non ti danno un francobollo in cui dover entrare,
che ti prendono così,che ti toccano.
Distanze che si creano, che già esistono, che se hanno voglia si colmano non con il costume olimpionico.
Che non si capisce dove vai di preciso ma sai che non sarà, almeno non volutamente, un brutto posto.

Poi trasloco.
Tutti in mutande (io solo in mutande, avevo la cena sullo stomachino) nella fontana delle "poste centrali" che vanta la più alta concentrazione di dado star nell' acqua che le compete manco fosse la pentola del brodo di pollo di Polifemo. Bellissimo. A metà tra un video di Battiato-per come me li sono sempre immaginati- e un video di parastudenti del bauhaus in vacanza-idem,come per battiato. Al solito si è verificata la classica situazione:gli ultrsessantenni che passavano più che dar consigli e concedersi una risata non facevano, mentre per gli altri orrore e raccapriccio per noi, sani e sereni(?) futuri portatori di sifilide e salmonella. Famiglie a parte-i bambini ci invidiavano terribilmente e i genitori cercavano disperatamente di ricordarsi il numero della buon costume-restava una sola categoria (le altre brave persone non erano più in circolo): uomini, in gruppo e in macchina. Un paio di auto si sono fermate con tanto di retro come se il loro sguardo avesse resettato automaticamente il fatto che ci fossero due gentilòuomini con noi e ci hanno intrattenute facendo domande. Ovviamente le parole erano finte, sconnesse. Era cartaccia oleata per avvolgere e occultare la perla della loro sessualità stupita. Che incurante della gravità e del pudore (per fortuna vince ancora la prima, ma parlo così perche posso ancora godere del ridotto nei musei)veniva a galla come mucillagine a Riccione.
Di ciò son felice, perchè significa che se due entrano in modalità gambero per vedere bene le chiappe dell mia accompagnatrice-che sono da oscar, n.d.r.-e le mie che appaiono e scompaiono sopra gli stivali più alti di me, allora significa che una spinta alla vita c'?'è.Che qualcosa al dilà del finto decoro è anche più trasversale e potente quindi di quanto sconfortati si è portati spesso a pensare.


Ari, ma sei scema?
Qualcuno potrebbe anche arrivare con questa frase-barchetta bella, galleggiante nella vaschetta dell'acqua calda e venderla come il nuovo messia ma mi avrebbe frainteso, per quanto la sua affermazione costituirebbe una verità lapalissiana.
Ok, un "verouOmO" sarebbe sceso e mi avrebbe portato:
_in manicomio nel caso di un mio amico;
_in convento nel caso di mio padre;
_in camera(?) sua mettendomi a disposizione la più ampia gamma di lacci,calze, stringhe in suo possesso nel caso di...un uomo!, del quale non conosco ancora il nome sul citofono (proprio vero che a noi donne non va mai bene niente).
_in un fosso senza un rene, e senza stivali soprattutto, nell' eventualità fosse stato gay: più di un rappresentante della categoria me li invidia e credo siano l' unica cosa possa trovare desiderabile in me chi ha preferenze sessuali certe di tal tipo, tralasciando altri varii ed eventuali gingilli estetici. E qui vorrei aprire una parentesi (l' ennesima) su come sia assurdo che "glietero" che hanno didiritto la benedizione sulle -caste-effusioni pubbliche, siano i più croste nel riconoscere degnità alle demostrazioni fisiche di qualsiasi altro tipo diverso dal tenersipermanoalparcoragazzoeragazzamasenzatroppadifferenzad'età, grazie.
Ma cosa dici ari, i tempi son cambiati e poi mica sei una paladina dell'orgoglio gay!
No miei cari pesci nell'acquario, leggete meno e circolate di più. Andate davanti a Palazzo Marino, guardate dove siamo rimasti, dove non si sono ancora spente del tutto le braci dell' ultimo rogo, dove il gioco dell' estate, grazie all' evoluzione della lingua, si chiama sudoku, ma sotto il giogo del tradizionalismo conserva il suo contenuto di caccia alle streghe. Guardate chi, obv2 non tutti seriamente ma chi sono io per dirlo?,manifesta e regala al primo cittadino un cesto di finocchi e perchè? Perchè è superiore un simile gesto autoironico-floreale verso chi crede che quelle unioni siano contro natura, verso chi ignora quanto di più spontaneo c'è e di quanti colori si possa tingere.
Fu insomma, così inter nos, una delle volte in cui mi sono sentita più a mio agio nella vita, ballando in mezzo a doppiopetti armani abbracciati e brasiliani con prorompenti petti al vento. A essere istintivi come i bambini si suda meglio in compagnia, anche in centro a milano.

Ma torniamo a noi, alla parte precedente la lancia spezzata spudoratamente in onore dello spettro luminoso.
Non sto dicendo che la difesa dell'ormone dev'essere infinita e indiscriminata ma noto trooooppe poche reazioni e comunicazioni reali tra gli esseri.
Mentre gli ormoni non sono mai avidi, a meno che noi non lo scegliamo.Soprattutto se ci si interseca con l' emotività. Reazioni anche violente E/o sconvenienti per l'aria da mcdonald borghese che costituisce la perenne afa a banchi sempre più espansi che ci avvolge.
Le mani e il sudore da relegare al sotto banco-sottoscrivania...sottoilletto...


Ergo, meglio un tamarro che smette di giudare con i bulbi oculari e le sinapsi di cui è dotato per affidare il volante -anche del suo cervello- al caso, piuttosto che chi possiede quell'alone mortifero di crirtica. Crudeltà sterile, accademica e IRREALE ma realisticamente avulsa dalla realtà che si erge a giudice di ciò che deliberatamente condanna, rifiuta e teme ,che non conosce. La pienezza sconvolgerebbe quell' ordine fragile e infido, tagliente ma non possente.

Il sesso -sensualità- come spinta vitale, dove il giudizio non esiste. Lo stesso giudizio che permea la realtà non PUO' tangere nemmeno da lontano ciò che di più reale esiste e si impone.

(Per la rubrica essere e/o non essere...
"Il mio Dio è la mia pancia e muove lei le mie mani"-99posse
Marilyn Manson, parlando di sè, afferma di non essere satanista e che il diavolo non esiste per poi aggiungere che "il satanismo è l'adorazione di noi stessi, responsabili del nostro bene e del nostro male".
Accoppiata balzana sul divino-profano/reale/tangibile. Due materialismi solo superficialmente opposti dal denominatore comune, troppo facilmente criticabili a tacciabili di blasfemia. Non so, per la mia testa emmental ci stava. Con la benedizione della confederazione elvetica nel delirio da sciopero guardie svizzere)

Partiti dalla filosofia,
dalla giustizia e dall' intellighenzia piena di buon cuore nel gestire i propri dirompenti sensi,
per approdare alla realtà terragna e livellatrice.


(Di mezzo però mi ci è voluta una notte.
Dormita in terra.
Perchè la sera prima parlavo da un water-trono di stitichezza a cui io stessa non riuscivo a dare regali da scaricare.
Parlavo della carne essendo vegetariana.)


Totò lo diceva della morte in fondo, elegante e veritiero. Io preferisco pensarlo di tutti liquidi che escono incuranti di noi da noi fino all'arrivo della pialla.

L'emotività poi va considerata, certo. Ah, ah, i giudici di pace non avrebbero più lavoro.


(Sono ancora in laboratorio
perciò ho bisogno di tubi. )

E nel mio percorso mi devo ancora rendere conto di quanto mi so toccare, cosa che nessuno si preoccupa di agevolare a livello di apprendimento, nè nel caso di terzi nè nel proprio. Non solo aiutare, neppure lasciare libero. troppo presi dall' incapacità del/degli altro/i corpo/i di turno nel capirci e sentirci. Troppo immersi nella scelta di quale bastone usare per metterlo tra le ruote.
Puntare dito in primis.
Fuggire la vita ancora, convinti che dribblando le conseguenze della "colpa" si viva meglio.
Invece è guardare dalla finestra dei lego, ecco cos'è.



Per quanto mi riguarda oggi, a modo mio ho sospeso il giudizio.
Ho acceso il computer e mi sono data a "Closer":I wanna fuck you like an animal.

(Poi sono passata a Hurt.)

(Vorrei conoscere tante cose.
Che abbiano in sè vita, anche crudele, un po' coraggiose, personali.+

Non ho paura del nero, non ce l'ho più. )

Non è la morte quella di un serial killer.

Lo diventa la nostra percezione nell'istante in cui ignoriamo la vita che lui toglie se ci focalizziamo sul sangue che lascia.
Non è morte quella che propugna, è furia di vita irreale che poi si tramuta in decesso straziato. Una distruzione mortifera dal dinamismo vitale.

(Donne passionali castrate da uomini freddi e aridi.
Incuranti del bisogno di cure che implica mantenere un germoglio caldo accanto a sè.
Vi auguro di non poter più scegliere nemmeno se guardare qualcosa che pulsa.
Il deserto cava gli occhi.
Ve li state strappando da soli.)

La morte è l'avarizia,
soprattutto la prodigalità di essa.
Per me oggi.

Abbraccia entrambi i gemelli.
Magari fa che non dormano sempre nello stesso letto.

venerdì 13 luglio 2007

Carnevale


Concedetemi un bel po' di tamarraggine e voieurismo.

Le maschere in fondo appartengono a tutti.

Come le matite alle elementari.

Amen.

Incenso.

domenica 1 luglio 2007

L' ormone colpisce ancora: attenzione alle bucciie

Dal sole alle Cornelle a quello a scacchi


Donatella per l’anagrafe,”papercut” per tutto San Vittore vista la gloriosa reputazione di capace e tagliente freelance di cui godeva dopo anni di prodezze sulla carta stampata. Da quando stava lì dietro il metallo incrociato si era dimenticata del tutto quanta luce irradiassero sotto il suo grembiule le camminate da “mammafelice” della domenica pomeriggio con il suo peloso pargolame. Pensava a questo guardando “il sole a scacchi” dalla sua cella con le due mani una alle prese con l’aria fresca fuori dalle sbarre e l’altra ad accarezzarsi il pelo sul mento, una volta ben curato.
Ma, passo indietro, cos’aveva fatto di tanto tragico Donatella nostra?”In quel tempo”, come direbbe qualcuno che ha scritto in modo ben più autorevole di me qualche anno fa, si trovava al fresco a causa delle sue devianti preferenze sessual-pets. Come spesso accade ormai da tempo, dopo il crollo del sindaco moratti, ormai presidente del libero direttorio di formigoni, anno sex-set-sade, faceva figo tenere in casa qualche umano per poterlo vedere mangiare ai propri piedi dopo anni di evoluzione che aveva permesso alla sua razza lo sviluppo letale del delirio d’onnipotenza. Suddetto postribolo mentale sussisté però finché il comitato delle talpe sotterranee, sfuggite alle “epidemie” di tumori cutanei causate dagli ormai malefici raggi solari, non decidesse di aprire le gabbie di zoo e circhi e permettesse l’ anarchia animale, dopo anni di vessazioni nei confronti di questo mondo, nel quale lauree e qualifiche venivano bellamente ignorate.
Come sempre all’inizio delle rivoluzioni massacri scopate amicizie. Poi la dura legge della regola che urge per imporsi si fece prepotentemente avanti e fu così che gli umani, se non trucidati, vennero inscritti nelle nuove fila dei “barboncini” da scimmia.
Un po’ ingombranti e dalla non proprio gestibile compagnia, i “quasi glabri” presero il posto fanatico del ficus benjamin nelle case primate-dabbene stile Settanta-Ottanta. Donatella bella della classe medioborgeous si decise dunque a fare un investimento procurandosene uno. Purtroppo la presenza tra le mura domestiche dell’essere umano causò una grande grande confusione, non solo logistica dovuta a dimensioni di animalo, ma anche ormonale, considerata grande avvenenza di suddetto che colpì molto la nostra D.
Così, da copione, era sotto Natale e faceva freddo, freddo, freddo. I due gemelli quindicenni erano dalla nonna bielorussa di Stefan, lo scimmio di casa, in Dubai per lavoro. Come anticipato faceva freddo, freddo, freddo e il sottomesso agguinzagliato umano si appropinquò affettuoso verso la padrona di casa per completare un anomalo presepe a due davanti al caminetto, come sempre galeotto.
Ma pure nel Dubai. La rivolta “ferino - talpifica” infatti fu generale, invase quasi tutto il globo, e dove non fosse già stato ristabilito l’ordine dell’ inferiore, focolai di rivolta illuminavano la guerriglia nel suo tremendo indefesso incedere (questa perdonatemela come il panettone a san Biagio) contro gli oppressori privi di peli. Seduto su un gaisèr stava proprio Dubai che costrinse il marito scimmio a rientrare il più in fretta possibile nel capoluogo lombardo e imbattersi nella mirabile visione di scimmia moglie evoluta avvinghiata a dolce biondino regredito davanti al caldo fuoco natalizio sotto il tetto coniugale.
Da qui in poi furono solo storie di avvocati, giudici di pace e perdite di custodia dei figli. Ora Donatella è in carcere appunto, sola, snobbata quando non derisa dalle altre detenute, che sogna di diventare una specie di Silvio Pellico dell’ era post - human. Ce la faranno i riformisti a far passare al Parlamento dei polli il decreto sulle relazioni miste non a scopo di lucro –dopotutto il vaticano sarebbe stato smantellato- e permetterle così di coronare il suo sogno d’ amore?


Per sostenere la causa di Donatella clicca su “piùpeloxtuttipuntoorg”e metti anche tu un guinzaglio al collo di un essere umano. Se sai cosa fare e non sei una novizia dimentica di ciò che rende felice ti ringrazierà.

venerdì 29 giugno 2007

"Il mondo prima" e quello dopo

Quante cavolo di cose arancioni cadono x terra...E' paradossale quante parti cartacee di noistessi gettiamo alle ortiche asfaltoree senza renderci conto di fare un regalo al mondo. No, non è un momento in cui tutto va bene, sto per andare in vacanza e profumo di confetti(anzi, le mie ascelle appartengono alla categoria "non avvicinatevi a quella donna" in metro)ed ho gli occhietti full of cuoricini alla spank però , non so per la grazia di quale santo a cui non telefono da un tot, sono leggera quando cammino per strada e ho un sacco di voglia di reagire e di non perdermi in inutili tortuose stradine di montagna che non si sà bene dove stracazzo vadano a finire.

Spesso et volentieri ho un sacco di voglia di abbracciare la gente(oddio, sarò mica freak dentro?), tipo lo scorso venerdì.
Finisco in ospedale-ogni tanto un diversivo ci vuole no?perchè mica mi accontento di guardarmi un film per rilassarmi-scendo dall' ambulanza, ovviamente ricoverata versione merda-grembiule trasparente, criniera leonina, infradito e cintura anni settanta dell'impermeabile di mio padre pronta per l'impiccagione-e mi cagano in parte alla macchinetta per provare la pressione.Con in parte un robboso che litigava con una volontaria per una dose, un pezzo di torrone e che non voleva sedere sul lettino perchè aveva paura di cadere, nonchè l'immancabile rita levi montalcini in crisi respiratoria.
Ad un tratto,come un' apparizione, si dirige munita d'ali angeliche di flebo, un' allegra e cospulenta infermiera che mi chiede come và,se sono figlia unica-vedi alla voce"due post fa' "per rendersi conto dell'azzeccataggine della domanda-e avanzando la sua benevola e personalissima convinzione che "sivedechesonounabravaragazza".Ammaliata da tanta gentilezza mi dimentico della crisi respiratorio-esistenziale e le dico
"Sì"
Lei
"E dai, pensega mia.Sai cosa devi fare?Sta sera quando torni a casa di' una preghiera."
"Signora,ma io non ci credo.Non ci credo più."
(Lo ammetto, non era una cintura quella in vita ma una corda)
"E vabè, caso t'an frega, te dila stès."

Queste son risposte da dare cavoli.Queste sì.


E come se non bastasse appena passava vicino alla mia sedia mi accarezzava la testa.

Parte due.

Visita/e
Senza scendere nei dettagli, pareva mi volessero adottare.


Forse sono abituata male, forse credo poco...in generale,forse sono guarita.
Un po', anche da me stessa.


Grazie a tutti.
Anche quando il deodorante non ve lo mettete.


Breve ma intenso.
"

lunedì 11 giugno 2007

San Lorenzo alla graticola: per me grondante sangue, grazie

Tutt'a un tratto mi ricordo di avere un corpo. O forse sarebbe più corretto dire mi accorgo di possedere visceri, "perchè porto nel cuore sangue che è destinato a seccare".Allegria! Sarà che ha piovuto tutta la settimana sulle mie membra stanche di disegno e lavoro. Ma soprattutto della mancanza di un humus il cui nome non si dice perchè sarebbe come parlare di politica al silvio(chiamerebbe in vita i più grandi inquisitori spagnoli per trucidare il mio mignolo e poi, distratta, finirmi con un condensato di puntate di uomini e donne, con i protagonisti de la pupa e il secchione e un narratore fastidioso come mughini ma doppiato da sandra milo ai bei tempi di ciro che , a quanto pare, non era poi molto figlio di target.ok mi uccido dassola).

MA, non so, sarà colpa del g8, sarà che...devo trovare la colpa per forza di qualcosa a qualcuno. Ho questo bisogno da "folla singola"(sono tutta io:folla,bava beccaris,todo,anche i proiettili) di trovare un capro espiatorio che, immancabilmente, ha il mio stesso nome, gruppo sanguigno, passioni, pensieri, opere e omissioni.Non riesco a fare nulla se non ho un responsabile con la faccia tatuata su un bel cerchietto per le freccette/testate nucleari. Come se senza capo, che però ha la mia stessa faccia, non riuscissi a lavorare. Come se facessi sesso-violento-con me stessa
((...mioddio cosa provo nell'immaginarmelo...neanche venezia che sprofonda tanto orrore...))

Questa cosa della colpa, del rendere lecito l'indice da puntare ha portato nei secoli dei seculorum a distruggere, violentare, lapidare, scopare, insanguinare kilometri e continenti infiniti con tutto quello che sopra ci stava.Ha condotto a bombe atomiche, guerre civili, azzeccagarbugli, poesie, petrolio, (il silvio),e un po' troppe catastrofi per essere tutte elencate qua. Questo perchè si ha bisogno di punti di riferimento. Una specie di rosa dei venti dei valorimioddiomoralimioddio. In aperto contrasto con l'anarchia emotiva e ferina alla quale sarebbe sottoposto l'intero pianeta se tutte queste sante regolette non ci fossero.O sbaglio?
O MI sbaglio?
Credo che non siano i concetti ad essere errati, ritengo pittosto rischino di esserlo le proporzioni*. Come in un corpo. Non è poi così vitale che sia lungo, slanciato quanto piuttosto che l'armonioso incastro tra le parti sia così riuscito da risultare inparcettibile. Allo stesso modo non risulterà tanto funzionante un controllo o un sistema a seconda di quante dita punta, quanto piuttosto se se ne fà uso in modo corretto. Che non castrì nè ferisca inutilmente nessun tipo e/o livello percettivo.

Grazie, è stato un piacere. Arrivederci.


Adesso parlo io. Cor cazzo. E ribadisco "cor cazzo" ,che non ho, che quanto sopra può esistere in un mondo fatto da una me che non esiste. O,per lo meno, nell' economia dell'arredamento di un' abitazione conta come la superficie coperta dal sottobicchiere rubato al matrimonio di quella tamarra dell' amica di tua madre otto anni fa. Da una Amanda che ha ignorato,appunto,di possedere un corpo.CHe si è arrogata il diritto di fare la parte della maggior aprte della mobilia e del letto, sempre nella casa di cui sopra.
E il suo piccolo fagottione di carne e tendini l'ha veramente deriso, vilipeso, dievertito,sfruttato,prostituito sull'altare del progresso e della cultura com certosina crudeltà, solleticato ma soprattutto tradito e violentato. Più di chiunque altro.

Significa che nel mio piccolo regno le proporzioni non sono ancora entrate. Ma proprio per neinte.Il conflitto tra terra e sangue vs carta, tastiera e marche da bollo ora è in fase di stallo ma quasi sempre si è delineato come una lacerante guerra di trincea.Così il mio corpo scopre ora che sui campi di battaglia crescono anche i fiori e non solo gli elmetti dei caduti: che oltre di una valle di sangue può anche farci un bel giardinetto anche senza guardare l'erba del vicino (ma noi dive, fortunatamente e ovviamente, a queste bassezze non siamo portate).

E' che mi accorgo che la mente rema contro tuttociò che stà nel mezzo. Deviata e meno saggia della sua controparte fisica che quando non ha il pane resiste, stringe i denti, ma alla fine fà la rivoluzione (come insegna insegna la storia e ci ricorda la pavone tra una "pappa col popopopopopopomodoro" e l'altra). Dovrei tatuarmi "Non mi fate incazzare" con un cervello, il mio cervello, barrato. sotto.


A volte però dalla galera si esce, almeno a fare l'ora d'aria e, se si è abbastanza forti, intelligenti e recettivi, si repira la frescura e si osserva, possibilmenti ad occhi aperti ma con uno specchio e un registratore dentro.
Così mi sono accorta che, purtroppo, le proporzioni sono ignorate da taaanti, che le ossa spuntano da sotto i vestiti leggeri che l'impietoso caldo ci costringe a indossare. E se non son costole sono botte, incuranza, ignoranza, violenza indiscriminata, boria e tanti di quei coltelli che solo se si strizzano gli ochhi aprendoli a palla si possono notare. Coltelli a doppia lama, a elica, tra nos e il pros.


Ma questo non consola.Anzi.Poi magari uno si sente pure impotente e si chiude, convinto che così non si possa andare avanti.Anzi che non si và da nessuna parte.

Che il tubo è solo una porzione di vuoto buio senza fine

Ma il respiro,eh,lo senti?Lo so che non si vede un cazzo, lo devi sentire.Anzi, lo vuoi sentire.Non è una domanda.


A volte però devo tornare a lottare, perchè noiosi come i testimoni di geova i reduci increduli dei mille armistizi si travestono da cassiere dell'esselunga e s' inventano che posso benissimo continuare sulla via della santità senza confrontarmi con la nuda carne che invece recalma il suo diritto a sanguinare di un rosso pieno, denso e CORPOSO.Un buon vino, violento nell'avvolgerti ma non offensivo perchè è proprio quello che stavi cercando.

Forse è questo che aspetto, qualcuno di più forte, più detrminato di me, che riesca a sbarrami la strada della finta battaglia che invece si è ormai delineata per quel che era sin dall' inizio:una fuga. E do la colpa a quest' uomo immginario, con la giacca e il maglione caldo: è lui in ritardo. Sarà occupato, avrà impegni ma so che mi pensa e soprattutto mi ama. Poi guardo un muscolo pulsante,carne rossa. Osservo ma assaggio sempre soltanto, che le braciole che vorresti ti facessero sudare dici he no non fanno per te, che la tentazione non ti tange nemmeno, con te non è tentazione.ma un giorno ruberai le caramelle dall'armadio e quindi tanto vale farlo alla luce del sole.Te ne sei privata per troppo tempo.Zitto grillo fetish!.

Ma anche in questo caso il miglior candidato ha il mio nome, il mio viso le mie gambe. Ci conosciamo così bene, e potremmo tanto stare meglio insieme. Ma adesso abbiamo poco tempo.Eh già, con tutte le cose che ho da fare.

Però per fortuna arriva il vice, col manganello, che mi inchioda sul divano, ad accarezzarmi da sola. Uno squadrista che perentorio mi saccagna a suon di cure, amoprevoli e quotidiane. Per ora purtroppo per me sono ancora più forte dei fasci, solo perchè sono peggio di loro. Devo decidermi a cambiare camicia.




*(Nota: volutamente tralascio tiritere inutili sul senso di colpa, la chiesa, la morale, ma lo zucchero nel sugo serve: sto semplicemente parlando della nascità del casino primordiale).

venerdì 25 maggio 2007

Matrigne col cervello molle vs madri morte da troppo poco tempo palla al centro???


In piedi la pancia non è poi cosìpiena.Lo è l'esofago pero.
Guardo fuori dalla finestra del bagno.In canottiera nera, senza lemiemutande.Immaginarie a quadretti.Oppure fatte di pelle mia.
Guardo i pini fuori e sento una madre che canta a suo figlio qualcosa di trito e ripesto ma con un' allure tutta medievale. Illa bambinoa non risponde.

(nella testa la vedova bianca)


Sento le ruote di indistinte catene bici.
Salgo sulla bilancia.Ma sono vuota.e non pulita.forse sì invece.Agitazioni.pura nel desiderio di peccare.
sporca per quanto mi sono mentita.per sempre.
andrei contro a millee mille miei rigori morali.ma se penso a quello che ne ricaverei scopro che sarebbe il valore.di colpo mi ricordo i denti fuori dalle pareti di pelle e muscoletti che si sgranano come un rosario al collo sulla pelle gialla.

Perchè adesso tutto ha lo stesso sapore.Tuttoquanto.Dal kiwi al rso.Esiste solo il pieno o il vuoto.


(ésbagliato ma ci rende simili)

E scopro che ti penso.Che so come seie so che sono come tuttelealtre.Solo forse più delicata ancòr.Perchè mi basta condividere un letto per partorire un' altra storia.Più storie fantastiche=meno paranoie.

Solo la tempera ha sapore in bocca.Solo lei e la china.

No, il sangue non saprei...

Sul davanzale vedo le ballerine rosse con il fiocco.Si alzano e sgusciano, guizzano in piedi sole.Svolazzano come imprevedibili carte in un turbine.Poi capisco che l'immaginazione si fa sogno perchè la statua invisibile che le indossa non va al di ladella tapparella a caso perchè occhieggia e inizia a distruggere a scarpate di marmo e nappa il mio visino da cocker con le orecchie raccolte sopra la testa.Ma stop.

Vorrei vedere te appesa lì fuori invece.
Guardo un po' di foglie attaccate ai rami e penso che perfortunachec'èdell'indifferenzasana a questo mondo.Che la carne si sà difendere megliodel cervello.Che la tua violenza è vera perchè oltre ad essere cervello è viscerale espietata emotività.
Ma tu femmina dovresti stare lì fuori.

Piangerei con te ma solo io potrei essere il boia.
Quanti stupidi si uccidono vero?

Poi riguardo le scarpe rosse.

Esco dal cesso.Bello, pieno di luce e di segni di presenze del mio cattone nero.Un Vassilij su una coperta rossa.Lui, integerrimo cervello allamercè di ignoranti enormi mercanti di inconsapevoli artisti, più grandi, più ricchi me di roba che a lui quasi non serve.Forse.

Esco dal cesso, mi guardo, enormi occhi stanchi con ciglia lunghe lunghissime, canotta nera, senza mutande.Fossette sopta il culo. Capelli morbidi, schiena un po' ricurva. Lunga, lunga e bianca.


Guardo nella stanza.Sei sdraiata, spero tu non mi veda o mi offenderai subito.Prima di esserti accorta che ancora esisto.Quante volte ti sei provata la pressione?Illiquido violalilla che hai tra le striminzite pieghe flaccide del tuo cervello si dilegua?

Ti chiedo se vuoiche ti prepari de mangiare.Dici di no.Che ti da fastidio.CHe in loop la musica ti fà orrore, come me, che sono la tua ossessione, che ti dò fastidio, che ti ho rovinato la vita.


Non sei neppure originale.

Allora vedo le scarpette rosse.Ingannatrici o inconsapevoli.

TUinvece, "uomo" con gli occhiali torni solo quando non ti devo pensare.Ti riconoscerei?Sì.Per oralo farei ancora.
Nei letti degli altri malontano da qua.Li ho desiderati.Si può conoscere il bene per differenza?


Prima di entrare nel cesso pensavo a tante mani sul mio corpo.tantegradevoli.Altreda togliere il fiato.Quanti motivi perchè le o si son tolte.Non le vorrei togliere più.Occhi chiusi fuori.Lenzuola sotto il culo.


Entro in ca -fatica- m -fatica- e -fatica- r -fatica- a mia
Recitare è stimolante ma non ventidue anni lo stesso copione.
Valigia, bar, lavoro, chiamaoscar, chiama bru, lavati!


(Controcampo da fuori la finestra del cesso alzata la tapparella.Nessuna traccia di percosse marmoree.)

Casa di cura sgarrupata e sfigata. Arrugginita.

Mmmm i fiorellini sullelenzuola di flanella...

Scatolame-lame dentro.Che culo, sono già nel posto giusto.Ma anche se non sono innocente mi sento pulita e sola.Per il mio reparto non ci sono indicazioni.E ho un solo paio di mutande.

martedì 22 maggio 2007

Tira una brutta aria: e chi si sposta?

"Leisfogliava i suoi ricordi,le sueistantanee i suoi tabù".

Qualcuno mi ha ricordato baciandomi la mano quanto sono belle le facce di chi sorride sempre. Condivido, anche se si tratta di una paralisi. siamo più belli, le rughe sono giustificate, le gengive sono più libere di andare a schiantarsi contro un muro. Da dove mi viene tutta 'sta deplorevole forzatafintaironia? Dal fatto che da Tenco sono passata a Endrigo. Non capisco se racchiude tuttociò a cui sonoallergica oppure se lo invidio perchè in fondo è...libero di frignare quanto gli pare e non si preoccupa. Mi viene il dubbio che per anni non ho capito niente e chi porta la maschera del depresso non è sempre banalmente quello che è gravato solo da finte e superficiali sofferenze. Ci si improvvisa spesso mascherai tanto esperti da arrogarsi il diritto di giudicare, misurare il vermiginoso solitariointestinale delmalcapitato sotto il nostro sguardo di medusa.

Non riesco a non pensare.Forse è questo che invidio a Endrigo. si permette la sua maschera-pelle irrancidita.un amaro dolciastro panna acida.Io che ho sempre creduto di non esserlo.
Gli invidio di permettersi di fare i capricci nel mio fumetto mentale dove parla con il '69 e la cinquetti.


Allora illino ha preso spazio nellamia vita.
grazie imputato

Forse ho imparatoa gestire il magazzino.


Chi ha paura del loto?



Ho riscoperto lapotenza di ciò che non urla.


Re:ascoltare.non pensare.fare,non spremersi su cosa fa qualcun altro


Cercare lavoro, non cercare di cercarlo.



"Io non cerco, trovo", diceva un umile artista del secolo della ruota, dal carèt al maùs, che rispondeva alnome di pablo.



Pensare che tuttoè iniziato da Fred Buscaglione...che in sette giorni mi ha cambiato

lunedì 7 maggio 2007

Cartoni animati e tacchi a spillo:passami la carta da culo

Per antonomasia il paradiso dell' irreale, il posto delle cazzate, l'isola che non c'è dell' assurdo:questo ciò che per -quasi- tutti sono i cartoni animati. In realtà si tratta del frutto del lavoro di centinaia di mani, di cervelli, di sudori, di guadagni di molti take away chiamati in extremis alle due de notte. La verità è che farne uno o simularne la produzione è iun lavoro lungo, certosino, un parto, il passo di un uomo e per chi disegna o se ne occupa è come essere un organo dentro un organismo. Come un parto gemellare fatto da più persone e tutte insieme.

Beh ma, tanta fatica per niente?Per dare un po' d'intrattenimento in più nel regno del non pensiero? Spesso sento fare questa critica. Come con le puttane: ci si va, se ne parla, ci si sfoga delle più nascoste fantasie ma chi le ritiene degne di anello al dito?La realtà è che non si tratta del poco-niente in più ma del fatto che il mezzo cartoon porta ancora il giogo dell' etichetta:"cazzata", quindi non può facilmente superare i gradini che lo separano dalla bibbia. Al massimo potrà diventare-per benevolenza di qualche critico che quiel giorno ha digerito e mangiato bene-una divina commedia, ma pur sempre delle cazzate.
Stessa sorte tocca ai fumetti. Non da moltissimo assurti al rango di "graphic novel", le nostre amate letture da cesso (notare come la liberazione sia necessaria e sincrona) sono ancora trattate, da troppi ancora, come qualcosa di non degno di costituire una fonte d' insegnamento, di comunicazione "alta"(bleeeea). Personalmente sono andata a Trieste per un fumetto, il mio preferito. Da sola con la cartina e un paio di stivali neri. Tre dei giorni più belli della mia vita.

Ci dobbiamo svecchiare rigà, liberarci dal senso di colpa (e qua parlo subito per me medesima) nerbo della cultura occidental-paraculo-cattolica che non ce la fa proprio a imparare godendo da tutto, senza il microscopio rosso porpora cardinalizio.
La pesantezza solo è degna?Il sesso è ancora un peccato se alla fine non si dice "ti amo"? Se lui non ti fa le coccole che magari neppure vuoi? Se gli dici "no" quando ti chiedono (mica si fa solo in due...per qualche fortunato) "ti è piaciuto"?Solo se si conosce joyce si è dotti? Freud e Jung garantiscono la comprensione della psiche umana?Mi rispondo da me:mavedidannatteneaffanculo va!Eppure se non si cerca di considerare e comprendere l' emotività più spontanea spesso ci si casca. Se non ci si ricorda che il biglietto del tram non è cumulativo anche se facciamo parte del gregge che va a cadorna tutti i giorni.
I mezzi sono mille, e non solo il sedici ti ci porta. Tante volte è bello arrivarci a piedi. Magari anche nei panni di jessica Rabbit. Con i tacchi in mano però.

lunedì 30 aprile 2007

"something takes a part of me"-korn

Il nome non è mai casuale. Spesso è il contrario, spesso parte-da zero a no vanta circa-di noi.
Dice:"sagra della banalità". Eh, però si fanno ancora i discorsi, che a volte pare ancora suscitino discreto interesse, del tipo "ma ci hai proprio una faccia da simona, paola, giovanna,maria, non avrei mai detto che ti chiamavi così. Che strano, di solito io capisco subito la personalità delle persone umane". Al momento si rimane un po'basiti,poi ci si chiede perchè molti abbiano il vantaggio dello stordimento per natura senza sbattersi a cercare un pusher. Se si riesce a superare il momento del pugno contro il-la novello-a nostradamus allora poi si passa alla riflessione. spesso.
Ci si mette a pensare a come sarebbe stato chiamarsi "luca" anzichè "daniele"(tanto per cominciare staresti da un' altra parte della Bibbia). E invece no. E dopo tutte le Isabelle, i cambi all'anagrafe, le rimozioni dei tatuaggi dall' interno coscia-trend lanciato dai pets und vacche di todo elmundo-,le tag incomprensibili e/o ridicole che spesso infangano le pause rappresentate dai muri bianchi nelle città,ti trovi a fare i conti con dei grafemi che arrivano a morfarti anche ai tuoi occhi.
E se cambi la confettosa e funesta decisione di quei sadici dei tuoi genitori il tuo nuovo scelto e sentito nome resterà sempre e solo ..."d'arte". Perchè gli altri te lo ricorderanno a vita che quello "non è mica il tuo nome vero". Ci si plasma su di lui e si risponde a quelle poche lettere che sonon un po' il simulacro del pubblico che , volente o nolente,assiste alla nostra performance teatrale. Per questo con immensa gioia rispondo alle domande del tipo:"ma ti devo chiamare ******* o amanda?qual' è il tuo vero nome?" con:"La seconda". Perchè? Risponde Agrado dal fronte Almodovar: "Ognuna è tanto più autentica quanto più assomiglia all'idea che ha sognato di sè stessa", o qualcosa del genere, ma tanto l'è la sostansa che la conta no?
Detto ciò posso spiegare il perchè del nome del blog, non esente da tutte le riflessioni di cui sopra. Proustianamente (?) viene dall' infanzia. Tinulla ha un suo perchè, una sua identità, nel reale e nella mia piccola testa deficiente. Tanto tempo fa,in un orticello alle porte di città alta in quel di Bergamo cresceva una bimba, promettente paziente di un ottimo psichiatra. Senza fratellini e con i genitori sempre al lavoro la nostra si fece le ossa tra terra,fionde, galline e pastelli colorati forniti generosamente dai suoi nonni materni und bisnonna-2 guerre mondiali e nove figli, quellesì che erano donne. Un giorno,mentre vagava alla ricerca di qualche lumacotto da scioglier per osmosi con il sale grosso, il nonno la becca con l'elmetto da guerra appena trafugato dal sottoscala. Nella sua infinita adorazione per la nipote il signore non la gonfia come una zampogna di mazzate,bensì le inizia a raccontare l' ennesimo capitolo delle sue avventure greco-albanesi come se stessero nel sequel di "mediterraneo". Così salta fuori che per fame e sonno, al campo degli italiani si era stanziata anche questa bimba che si chiamava-giustamente-tinulla, campanula. Mio nonno le teneva via da mangiare di nascosto e le permetteva di stare lì con lui. La nascondeva nella tenda ma presto il nodo incontrò il rastrello. Dopo essere stato rimproverato dai suoi comilitoni di essere un puzzone piscialetto e ruba vettovaglie, la piccola ospite venne allo scoperto e divenne la mascotte della divisione, o come cavolosi dice.
Per tirare le somme, sono cresciuta con il mito di questa bimba, che ho visto sltanto impressa su delle foto ingiallite ormai di sessant'anni fa.Ovatta e organza tra la tela dura e resistente dei militari, gli elmetti,il cuoio,il caldo e le gavette. E l'idea che mio nonno l'abbia trattata come una sorellina più piccola, come una figlia, come me, mi ha sempre collegato a lei con un filo di seta bianco, puro, che attraversa tempo e spazio. Mi fa pensare che l' uomo può non avere limiti d'affetto, che può scegliere con chi avere quali rapporti e chiamarli come ritiene più opportuno.
Allora ho sempre creduto che io bambina sono stata tinulla, seduta sulle ginocchia di un giovane militare italiano nel Peloponneso, lontano da fratelli e "morosa",che si chiama così,che per me ha il suono della tenerezza in mezzo alla distruzione di una guerra.
Ora non più bambina sono amanda.E vorrei restasse.La sicurezza conoscienzadentruzdisè.Oppure al più presto vorrei trovare un nome che si evolva nel tempo, senza che scada ogni volta,più aderente del lattice,più fedele di un amico.E' possibile?O vado troppo veloce?

A volte ho troppe cose da fare ma il tempo per farmi rompere i coglioni lo trovo sempre

Buona serata amigos della notte. L'incipit merdoso sta post serata di merda, che vuol dire settimana tale, odore nelle nari.
Dice:"emmò per di 'ste cose c'era bisogno de' farze er blogghe?". La risposta è un ovvio sì. Perchè?Perchè stavo oggettivamente ammorbando lo spazio nella rete di un mio caro amico, quindi ora posso rompere i cosiddetti a mio nome, senza tema di essere redarguita da persone chennesanno, a cui gli schiribuzzi di pazzia fanno storcere il naso.Non credo mi seguiranno qui.
Dicevo,la cacca ammorba, e un po' tutti direi, ma magari si trattasse di quella color milka, che dà una mano alle piastrelle del nostro cesso nel percorrere il sentiero del camaleontismo.No. Questa è quella che,infida, si presenta sotto forma di fidanzato-ex-, madre, sciùra 'n tram, comitiva di oche gorgheggianti alle sette di mattina in treno, malattie, muffa, vicino rompico, calze smagliate, colloquio di lavoro andato male, antidepressivo/alcolici finiti, cd persi,cavandoli morto.E ancora utilitarismo, tradimenti vari, aumento delle sigarette, impossibilità di trovare un cazzo abbinato ad un qualcos' altro meno egoista di erode antipa.Droga, suicidi,cancro e anoressia. Tutta roba fatta per digerire no? MMM. Il problema vero però, tralasciando le frange seriamente pseudo irrimediabili qua menzionate che rientrano spesso nella sfera degli imponderabilia,sta nel fatto che le orecchie e altri orifizi che aprono la nostra bella crapina al mondo non fanno la guardia a dovere. Basta un cotton fiok più troia del solito che...zac!Fiumane di escrementi ci invadono il cervello come le Orde di Nipponici al primo giorno di saldi da Diesel. E noi, brave teste di cazzo degne di tale dicitura,che spalanchiamo belbelli le braccia in un gesto epico, biblico direi, dei gesù postmoderni e defiziènti.
Eh no è, adesso il forno a legna è chiuso. Perchè poi uno non è che si fa inchiodare la zampette quando guARda un posto al sole-quindi oltre al suicidio non ha altro da fare, al massimo pulire le microintercapedini tra pianelle dietro il frigo-no, troppo facile.NOi temerari,impavidi, come delle cavallette contro l' armata catafratta,il modo e il tempo perchèil sibilo dell'infido nemico s' innesti nella zucca li troviamo sempre, anche quando neanche se ci morfassimo alla kaallì ci basterebbero gli arti per portarea termine gli altri impegni-magari anche più piacevoli o almeno costruttivi-che abbiamo in ballo. Come se verso la pupù ci corressimo incontro sorridenti e a ginocchia sbucciate. Occhio alla pozza però, che dai denti toglierla èpeggio dell'origano.

Schifezze a parte tutta 'sta pletora di strunzate mi sovviene se rifletto su come spesso si è criminalmente e volutamente abili nel lasciarsi travolgere, involvere e regolamentare dai rifiuti. E se la montagna ha i tacchi, con cavalleria Maometto le zompetta incontro.Cioè? Siamo troppo bravi a ferirci da soli e ad anticipare possibili setticemie. Vuoi per paura del pronto soccorso, per paura di restare soli-chi sta bene e ha spalle larghe diventa un parafulmine e non ne ho visti spesso agli aperitivi-per paura di ammettere la propria paura, dirispondereal citofono alla propria NON onnipotenza.E in questa crepa-guerra contro i nostri limiti umani s' insinua chi o cosa ne può trarre beneficio.Beh,almeno non offriamogli il caffè.

Non credo comunque che il mondo sia cattivo, solo ogni tanto abusa di nonnismi. E noi di superomismo.

DoYou Like Nietzsche?