giovedì 19 giugno 2008

IMPARARE A PARLARE NEL SOGNO





Prima di vedere 300 e tutti quei corpicioni zeppi di scorte sottocutanee di cuscinetti da mettere sotto i piedi quando ci hai gli stiletti,
mi son data al recupero della carta per proiettarci ombre cinesi d'inchiostro.

Carta e carta e carta da sistemare, valutare, riporre...
a seconda che fosse vergine per la prima volta o altre più avanti,
oppure del tutto vissuta,
"vittima" di sperma-grafite che l'ha definitivamente resa unica.

Mi roteano per l'interno e corrono come criceti immagini e parole,
sul tram.

Per cominciare c'è una ragazza che s'immagina
la sua fine proiettata. Lontano,
negli incontri a due o più.

Un'orgia di corpi.
Pochi ma un'orgia.
A cui lei non è stata invitata.
Ragnatele di liquidi seminali
dei quali và ridimensionata l'importanza.

Fermata.
Scende.
Cambia.
Vento e rose nell'aria.
Una donna le fissa le gambe..
le scende una calza.


Mi sveglio e la coperta mi scopre le gambe.
Le ricopro.
Daccapo.

Mi riaddormento
e vedo i caratteri scorrere,
strisciare sugli scalini...
giù...
giù...

sottoterra...

Ierisera...
un video di Blu..
vestita di blu.
Amico appena svegliato,
Mi guardi e sorridi
e mi fotografi
sempre più a fuoco.
Sindone sospesa tra i consapevoli dell'arte.


Adesso invece spargo coriandoli sullo schermo toccandone il corrispettivo in tasti sulla tastiera.
Mi sforzo di mantenere un ordine.
Dove non c'è.
Mi tocca progettare tutto da zero,
col timore dell'aspettata caduta,
scivolata.

Meglio.

Mi stupisco felicemente di me quando capisco che non ho più bisogno di appoggi secchi,
di presenze mortifere per capir_mi.
Contrariamente a quello fisico il mio stomaco emotivo sa incassare,
pugile che da occasionale si è trasformato in fisso mattatore del
ring.
Dunque imparo a comunicare,
col mio linguaggio che non sembra più essere a uno.


Poi, per quanto vaghi lontana,
nel lavoro etero e intro,
ripenso all'attrito,
al furore,
all'intensità con cui ti ho (ri_ma neanche troppo) trovato lì.
E ti ho avuto.
Anzi,
mi hai avuto.
E non me lo levo,
e non so ,
ma quest'ultimo coriandolo non mi si leva di dosso.
E voglio rimanere col carnevale tutto l'anno.
"In faith,
in compassion
and in love"

SP

2 commenti:

Anonimo ha detto...

you can have my isolation,you can have the hate that it brings/you can have my absence of faith,you can have my everything/help me you make me perfect,help me become somebody else...vola alto tesoro!puoi avere tutto ciò ke vuoi.b.

amanda ha detto...

Minchia...ti sposo...
subito.
Oggi.
tua


Ari