ci scappa una lacrima di calore
mentre ti cerco di seguire
al fianco,
malsincrona di respiro,
maldestra nel passo e convinta.
Avanti,
in parte,
di fianco,
mi cingi e ti seguo,
ruota tutto,
la stanza appesa alla gonna,
e ai sandali.
Il poco vento mi incoraggia e sorride,
accende la carta e la colora.
Piano e intenso
nella notte piena
parla diretto alla sfera piatta
biancore latteo
scarnifichi dolcemente le mani,
le vedo mentre non lo fai
e qua di fronte vorrei non chiedessi scusa
e vorrei tu mi ungessi di avvitamenti
irrazionali e liberi
violenti
perchè l'erba è greve
acre
e tanto spaziosa.
(Ma le ciglia restano disgiunte,
sfuggi al mio tocco,
te ne vai
nel tunnel arioso del
calore che non possiede entrambi
e voglio il tuo odore
i tuoi riverberi
le novità
l'alone non mi basta più
la prossima volta è troppo lontana
non ho giacigli su cui distrarmi
per gli aliti flebili
che ormai si sono insediati
e mi svegliano ogni notte)
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